Sala: "La mafia a Milano? Non se n'è mai andata"

Con l'associazione Libera il sindaco ricorda le 943 persone innocenti uccise dalle cosche

«La criminalità organizzata a Milano non se n'è mai andata del tutto. È chiaro che non è un bel segnale e per noi significa che dobbiamo fare attenzione, è qualcosa che ci deve tenere svegli. Io non mi illudo che la criminalità organizzata se ne sia andata, anche se è stata colpita duramente». Il sindaco Giuseppe Sala ha presentato insieme alla referente milanese di Libera Lucilla Andreucci e al presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolè le iniziative della «Giornata della memoria», che oggi ricorda le vittime della mafia. Milano, ha aggiunto il primo cittadino, «è attenta a tutte le vittime ma vuole ricordare in particolare tre momenti. La strage di via Palestro, pagina rimasta ancora senza verità. La figura di Lea Garofalo simbolo di lotta alla mafia e quella di Pietro Sanua. Si tratta di cittadini che hanno deciso di lottare e hanno pagato con la vita». L'impegno di lotta alla criminalità organizzata, ha concluso Sala, «va esteso alla Città metropolitana, che non può essere solamente un contenitore amministrativo. Bisogna estendere il lavoro fatto in città e attivare questa discussione a tutti i sindaci e oltre. La Città metropolitana è una realtà, un territorio ricco, che può essere di maggiore interesse per le mafie. Insomma, chiamata alle armi per la Città metropolitana».

La XXII Giornata nazionale dedicata alle vittime della mafia comincia a Milano alle 10.15 in piazzetta Capuano, a Quarto Oggiaro, con i familiari delle vittime e mille studenti. Per le 15 Libera ha organizzato un momento di ricordo al carcere di Opera e per le 18 in Consiglio comunale. I nomi delle 943 persone innocenti uccise dalle cosche verranno letti sia a Quarto Oggiaro sia a Palazzo Marino, alla presenza di Lorenzo Sanua, figlio di Pietro, ammazzato a Corsico nel 1995 per aver denunciato il racket all'Ortomercato. Sempre oggi nelle mense di Milano Ristorazione sarà servito un menù «anti mafia», con i prodotti di Libera coltivati nelle terre confiscate ai boss.

Per la «Giornata regionale dell'impegno contro le mafie e in ricordo delle vittime» invece la Regione ha dedicato un tributo agli uomini e alle donne delle scorte, morti mentre facevano il proprio dovere. In passato, ha detto all'auditorium Gaber davanti a 300 studenti il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo, «eravamo abituati a pensare che la mafia fosse una realtà lontana, che coinvolgesse solo il Sud. Invece tocca da vicino anche noi». L'assessore regionale al Territorio Viviana Beccalossi ha parlato di beni confiscati alle mafie: «La nostra Regione si posiziona al quinto posto per numero di immobili sequestrati dopo Sicilia, Campania, Calabria e Puglia. Al febbraio 2017 sono stati ufficialmente censiti 2.321 immobili, soprattutto appartamenti, autorimesse e box, ma anche terreni ed edifici a uso commerciale e industriale. Le province più rappresentate sono Milano (60%), Brescia (10%) e Monza Brianza (8%)». Beccalossi ha aggiunto che il 29 marzo sarà sottoscritto un accordo con l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati alla criminalità organizzata (Anbsc) che prevederà una mappatura ufficiale consultabile su internet di tutte le strutture tolte alle cosche e messe a disposizione della cittadinanza.

Infine l'assessore regionale alla Sicurezza Simona Bordonali: «Abbiamo fatto una legge che prevede interventi non solo per prevenire e combattere la criminalità organizzata, ma anche per sostenere concretamente le vittime». Grazie alla sottoscrizione di un accordo con i Comuni capoluogo sono stati stanziati per il biennio 2017-2018 più di 786mila euro.

Commenti

nikolname

Mar, 21/03/2017 - 09:43

Con le parole sono tutti bravi e contro le mafie ... ma i fatti???

altair1956

Mar, 21/03/2017 - 10:52

Eh, certo. Ma chiediamoci come è arrivata. Altro che menù antimafia. Il menù antideficenti ci voleva. Qualcuno ha mandato questi gentiluomini in soggiorno abbligato nelle città del Nord, invece che su delle isolette in mezzo al mar.

Mechwarrior

Mar, 21/03/2017 - 10:58

certo che non se n'è mai andata anzi piu' stato = piu' collusioni con le mafie

Massimo Bocci

Mar, 21/03/2017 - 11:07

Li in comune l'hanno ISTITUZIONALIZATA, come a Roma nel 47 i (catto-comunisti), con uno staf di scelti di COSCA!!!

Ritratto di giovinap

giovinap

Mar, 21/03/2017 - 11:26

non vi rammaricate , l'arrivo delle mafie(e non della mafia)è in'evitabile , i galantuomini vanno sempre sugli ossi dove c'è ancora un po di carne e poi non è un problema solo di milano , le mafie stanno bene inserite in tutto il nord .

manfredog

Mar, 21/03/2017 - 12:54

E' vero, infatti a Milano governa la sinistra. mg.

Giorgio5819

Mar, 21/03/2017 - 17:09

Le mafie al nord sono arrivate grazie a quei porci che hanno inventato il domicilio coatto per i criminali del sud Italia, espandendo di fatto la criminalità e permettendone la capillare infiltrazione in tutti i gangli decisionali. Esattamente come ora stanno facendo con la feccia musulmana.