Sala: "La politica faccia la sua parte"

"Milano solidale, ma ora il 90% dei migranti vuol restare. Serve l'aiuto di tutti"

La logica del bene è nel gesto minimo, dice l'arcivescovo Mario Delpini, inaugurando l'appuntamento del «Cuamm Medici con l'Africa» al Teatro della Luna di Assago. Questo minimo non è uguale per tutti e lo dimostra la presenza di personalità come il sindaco Giuseppe Sala, il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, il presidente della Bce, Mario Draghi, il presidente di Fondazione per la Collaborazione tra i popoli, Romano Prodi. «Ci sono persone che con una firma possono definire la vita o la morte di un'agenda, la fioritura o la desertificazione di un territorio e per loro il gesto minimo è dove mettono la firma» osserva l'arcivescovo, con parole che arrivano dirette ai nomi della politica e dell'economia in sala.

Si parla di attività in Africa. Il progetto «Prima le mamme e i bambini» di Cuamm in sette paesi africani ha numeri importanti: oltre 55.200 parti assistiti, cure per 2.410 bambini malnutriti gravi e 17.167 malnutriti cronici. Tutti con accenti diversi concordano sulla necessità di «investire di più nel continente africano».

Il discorso, con le domande dei giornalisti, scivola inevitabilmente sui migranti in arrivo, molti dall'Africa. E Sala si ritrova ancora una volta al centro di un dibattito acceso. «È ora che la politica faccia la sua parte, perché si tratta di un tema epocale. Lo fa l'università, il terzo settore, il Cuamm. Milano fa la sua parte accogliendo e sempre la farà. È ora che anche la politica faccia la sua parte perché il tema è epocale e non vi si può sfuggire». Fino a qualche mese fa il 90% dei migranti che arrivavano volevano andare altrove, adesso il 90% dei migranti vuole restare, i dati forniti dal sindaco.

Sala spiazza, quando parla del ruolo di alcuni sindaci della Lega nella redistribuzione dei rifugiati. «Mi stava dicendo il prefetto - rivela - che anche alcuni sindaci partiti con una posizione molto ostile si stanno un po' ricredendo. Vediamo che cosa succede nelle prossime settimane». Sul fatto che il numero di arrivi dal Mediterraneo siano rallentati, la visione di Sala è chiara: «I flussi dipendono da come i libici lavorano. Non nascondiamoci la realtà: ne arrivano di meno perché li fermano lì in condizioni disumane».

Le sue parole causano un'insurrezione. Quasi indignati i leghisti. «Se il sindaco intende proseguire nella sua strada, vada avanti, poi un giorno ne risponderà ai cittadini milanesi. Ma non scarichi le sue responsabilità sui sindaci della Lega, accusandoli di non fare la loro parte e non si inventi che alcuni di loro hanno ammorbidito le loro posizioni». Polemica l'azzurra Silvia Sardone: «Il sindaco conferma l'unica priorità della sua giunta: i migranti». E Riccardo De Corato, di Fratelli d'Italia: «Con quale coraggio scarica un problema che non può essere risolto dall'intollerabile lassismo di questi anni?».