Sala temporeggia sui Navigli. Ora studia la riapertura totale

I No Nav lo contestano in Comune: "Dibattito farsa" Dalla Martesana alla Darsena 1 ora e mezza a bordo

Avanti piano, anzi pianissimo. Il sindaco difende l'idea di riaprire i Navigli, un progetto «che potrebbe cambiare il volto della città, si rifà alla storia ma guarda al futuro». Ma ieri - complice (probabilmente) la Lega che in Regione e al governo per voce del leader Matteo Salvini ha detto sì all'opera purchè non si tratti solo di «cinque pozze d'acqua da scoprire come ha immaginato Beppe Sala» - ha annunciato che darà incarico a Mm di «studiare il progetto di fattibilità tecnica ed economica per la riapertura integrale dei canali» dalla Martesana alla Darsena con l'obiettivo di renderli navigabili. Il sindaco ha partecipato ieri in Sala Alessi a Palazzo Marino con gli assessori Lorenzo Lipparini e Marco Granelli all'incontro pubblico con i cittadini che nei mesi scorsi hanno partecipato al dèbat public promosso nei 5 quartieri coinvolti nella «fase A» della riapertura (Martesana, Conca dell'Incoronata, Sforza/Policlinico, Vetra e Conca di Viarenna) per rispondere coni tecnici ai 92 quesiti posti da enti e comitati. E l'atmosfera si è subito surriscaldata visto che alcuni esponenti del Comitato No Nav si sono alzati con manifesti contro il progetto, hanno gridato che il Municipio 2 «ha votato una mozione contro la riapertura» e «il dibattito pubblico è stato una farsa». I vigili hanno accompagnato alla porta un contestatore, il sindaco ha ricordato di aver «già avuto a che fare con i No Expo ho la pelle dura, ma chi ha qualcosa da dire rispetti l'ordine degli interventi e parli alla fine». Va dritto al nodo dei fondi, la riapertura in due fasi immaginata finora dal Comune prevedeva 150 milioni di euro per scoprire i 5 canali e predisporli alla futura navigazione. «Voglio essere sicuro che non sacrifichiamo altro sulle periferie, per me il piano quartieri è la priorità - ha premesso Sala - e confermo che cerchiamo fondi esterni. La Regione aveva mostrato interesse ma al momento non sono arrivate conferme, dal governo la vedo difficile, domani sarò a Bruxelles per incontrare di nuovo la presidente della Commissione Trasporti Violeta Bulc e verificare se ci sono delle possibilità di finanziamento». Lipparini conferma che si proseguirà sulla progettazione di riapertura integrale e Granelli spinge a immaginare nella Milano del 2030 meno auto sulle strade e più gente sui mezzi, una risposta a chi è preoccupato per il taglio dei posteggi.

Le risposte ai 92 quesiti permettono di calarsi almeno virtualmente nella Milano di nuovo navigabile. Lo studio prodotto del Comitato scientifico Navigli coordinato da Antonello Boatti prevede che per percorrere a bordo di una motonave il tragitto dalla Martesana alla Darsena ci vorrà un'ora e mezza, due ore in risalita. L'acqua del canale muoverà anche le pompe di calore e permetterà di riscaldare 5.300 appartamenti da 70 metri quadrati. In via Gioia i principali timori riguardano traffico e movida. Il Comune immagina di creare 220 nuovi posti auto per residenti su un'area a 300 metri di distanza dal canale («l'offerta e la domanda saranno pareggiate»), per governare la movida è previsto un unico gestore dei Navigli. Vari quesiti riguardavano il futuro della linea 94: sarà in parte sostituita dalla M4 tra largo Augusto e piazza Sant'Ambrogio, il bus sopravviverà nel tratto nord. I tecnici esprimono dubbi sulla richiesta di rendere balneabili i nuovi Navigli («per il rischio annegamento, occorrerà una valutazione puntuale sui vari luoghi per definire le zone di rischio») e sulla pratica della pesca sportiva («può essere autorizzata ma attraverso opportuna regolamentazione, può costituire ostacolo o rischio per la navigazione»). C'è il tema del verde. Su 57 alberature esistenti è possibile mantenerne 20 in loco, trapiantarne 23 in zone adiacenti ed eliminarne 14. E Boatti insisste sulla creazione di «zone 30», a traffico rallentato, con l'eliminazione di posteggi. Il capogruppo Fi Fabrizio De Pasquale contesta: «Non essendo riuscito a trovare 150 milioni per il progetto parziale ora si mette alla ricerca di 500 milioni per l'apertura integrale, un modo per dire che è l'ennesimo sogno mancato di questa giunta».