Il San Babila fa "sorridere" sulla coppia che scoppia

Il teatro saluta con il testo di Galceràn: quattro coniugi a «Cancun» entrano in crisi per un bicchiere di troppo

«Eravamo pulcini, anche molto piccoli, ma siamo cresciuti. Abbiamo quintuplicato i biglietti, il teatro c'è. Certo, una volta le repliche duravano anche un mese. Ma è cambiato tutto, oggi c'è più offerta e la domanda resta poca». Marco Vaccari, direttore artistico del San Babila dall'autunno 2013, succeduto alla lunga stagione anche molto conflittuale di Gennaro D'Avanzo, si dichiara felice: per la stagione di successo e per i rapporti ottimi con la proprietà (l'adiacente chiesa). «Siamo diventati anche teatro di produzione, con compagnie stabili di attori, e fa la differenza. La nostra sala ha tagliato i cinquanta anni di storia, è tra le più antiche di Milano».

Dopo l'operetta «Scugnizza» che ha tenuto banco i giorni scorsi, la stagione finisce con uno spettacolo nella linea del San Babila: una commedia che intrattiene con leggerezza, ma fa anche pensare. In questo caso, alla verità - sempre in dubbio - dei rapporti di coppia, anche consolidati. «Cancun» va in scena da domani al 9 aprile, diretta da Marco Mattolini con un cast di tutto rispetto: Pamela Villoresi, Blas Roca Rey, Giancarlo Ratti e Nicoletta Della Corte. La storia è quella di una vacanza in Messico, a Cancun appunto, di due coppie sposatissime che vogliono festeggiare i venti anni di amicizia. Forse per colpa del troppo bere, o della rilassatezza del posto, i quattro si accorgono che nei loro amori coniugali qualcosa scricchiola. Era proprio questa la vita desiderata dalla lieta compagnia? E se come in un sogno si potessero realizzare anche i desideri più inconfessati? Che cosa succederebbe mai?

La commedia diventa presto una storia contemporanea, che non sta negli stilemi del genere, ma li supera. Il testo è del premiato drammaturgo catalano Jordi Galceràn, che a Barcellona ha curato anche regie da Carlo Goldoni e sa trattare il comico di qualità. Una degna chiusura di stagione per un teatro che rialzerà il sipario a fine ottobre. «O poco dopo, dipende dai calendari delle compagnie, quello è un periodo difficile», dice il direttore Vaccari. Che non racconta molto - scaramanzia? - del prossimo cartellone.

«Uno spettacolo che ci sarà di sicuro - rivela - è quello previsto per la giornata della donna, l'8 marzo. Si chiama Tutte a casa ed è la prima guerra mondiale vista dalle donne. Protagonista, la bravissima Paola Gassman».

Il San Babila, nella sua linea da «teatro di tradizione», è uno dei pochi posti, in città, dove si possono vedere le operette, un genere oggi sicuramente minore, ma che ha fatto la fortuna di grandi teatri, cantanti e musicisti in tutta Europa. Perché in poltrona ci si siede soprattutto con un'idea: divertirsi senza scivolare nella banalità e nella volgarità, ai tempi nostri diffuse come malepiante, difficili da estirpare.