Alla Scala c'è Harding Il direttore-pilota chiude "Prove Aperte"

La star che ama volare sabato e domenica sulla scena con Faust, la regina del violino

È il caso di dirlo: la stagione della Filarmonica della Scala questa volta «atterra», ma in senso buono. In attesa di decollare di nuovo con il nuovo cartellone. Eh sì, è il caso di dirlo, atterra ma sempre volando perché a condurre l'ultima data della stagione, sabato dalle 19,30 - per le «Prove aperte» (evento come sempre solidale questa volta per la Fondazione l'Aliante) e domenica sera alle 20 il concerto vero e proprio - sarà/è nientemeno che un direttore (futuro) pilota, al secolo Daniel Harding. Un programma degno di nota da condurre, autori come Britten e Berlioz (omaggio a 50 anni dalla morte) e in primo piano una solista-star come Isabelle Faust.

Già, proprio così. Sotto i riflettori, anche per l'elemento di novità, un'artista della bacchetta che ha deciso di cambiare vita, almeno un po'. Come? Dandosi all'aviazione civile, come pilota di linea. Lui inglese di Oxford, Harding classe 1975, uomo dalle mille sorprese: da ex garcon prodige (a 17 anni ha diretto un ensemble nell'esecuzione di «Pierrot Lunaire» di Schoenberg), ad assistente di Claudio Abbado, a direttore acclamato periodicamente anche al Piermarini, a «capitano» dell'aria presto, come ha già dichiarato alla stampa. Questo non vuol dire che smetterà, di fare il musicista, di dirigere. Ad alcuni giornali ha fatto sapere che continuerà, due vite in una insomma, la seconda coltivata nel tempo libero dalla musica, imparando con corsi, accademie e quant'altro a volare. Ciò detto il giovane direttore, con carisma e curriculum notevoli, e pure di bell'aspetto e telegenico (nel 2013 è stato anche ospite del festival di Sanremo), per ora resta con i piedi ben piantati sul podio. Dove in questo «giro scaligero» divide la scena con un personaggio rilevante come la regina del violino Faust, che nella vita vola in un altro modo. Ovvero muovendosi su un repertorio assai ampio che va da Bach ai contemporanei quali Ligeti, Lachenmann e Widmann.

Dunque un'accoppiata forte con la Filarmonica, una collaborazione musicalmente impegnata su due autori che escono un po' dalle solite gallerie. Un viaggio tra Ottocento e Novecento, anzi a ritroso vista la composizione del cartellone: prima il «Concerto per violino» di Britten, poi la celebre «Symphonie Fantastique» di Berlioz. Il «Concerto per violino e orchestra» appartiene a quel gruppo di lavori meno conosciuti del compositore britannico, ed è una bella occasione trovarlo nel programma, visto che l'autore è uno tra più importanti del Novecento da continuare a esplorare, anche da parte del pubblico. Infine la Sinfonia che è detta «fantastica», ossia «di fantasia», in quanto la partitura è legata ad un programma scritto dallo stesso autore: è articolata in cinque, anziché quattro movimenti (cinque come quelli della sinfonia Pastorale di Beethoven, ma anche come gli atti dell'opera francese) collegati da un'idea fissa (idée fixe), un pensiero musicale che nella mente del protagonista si associa sempre alla donna amata. Berlioz, un genio visionario.