Scala, fischiata Carmen «Bocelli? Caso delicato»

Torna in scena tra le contestazioni l'opera di Bizet firmata Emma Dante Nuove polemiche sul concerto in Duomo. Il Cda vara la nuova stagione

Andrea Bocelli ovviamente, il soprano Diana Damrau, il pianista, nonché ambassador di Expo, Lang Lang. Questi i nomi certi degli artisti del concerto in piazza Duomo del 30 aprile per il pre-lancio di Expo. Entro settimana, in casa Scala ci sarà un altro incontro con il sovrintendente Alexander Pereira per definire i dettagli anzitutto della buca d'orchestra. Che dovrebbe contenere - numero più, numero meno - 50 professori d'orchestra del teatro e 30 ragazzi dell'Accademia della Scala. Si usa il condizionale. Perché spenta la querelle di Turandot, l'opera che il primo maggio inaugurerà il semestre scaligero di Expo, ora s'è acceso il caso del concertone in piazza Duomo. Al Piermarini non tutti ne sono convinti, e così altra bufera che probabilmente finirà con il classico molto rumore per nulla.

Le frizioni non sono di natura economica, la prestazione straordinaria frutterebbe agli artisti un aumento del 600% del compenso, sebbene i diretti interessati facciano notare che l'aumento riguardi solo alcune voci e dunque si oscilli fra i 300 e i 450 euro lordi. Il nodo del contendere è l'idea di impiegare il 30 aprile parte dell'organico che l'indomani sarà coinvolto in Turandot. Il Cda lo ha definito «un caso delicato». In casa Scala, ieri è stato il giorno delle ratifiche in occasione del secondo Cda del 2015. Quello del 16 febbraio confermò Alexander Pereira alla guida del teatro per altri cinque anni. Ora sono stati messi a punto i dettagli del contratto del supermanager che avrà uno stipendio di 240 mila euro onnicomprensivi, dunque via i benefit riconosciuti al collega precedente, Stephane Lissner. Pereira ha poi presentato al Cda la prossima stagione, quella del 2015-2016: l'inaugurazione sarà con la Giovanna d'Arco di Verdi diretta da Chailly, le opere saranno 15 più sei balletti; decisamente più titoli, dunque, degli anni scorsi.

Nel frattempo, stasera c'è il grande appuntamento con la prima replica di Carmen. Tanta curiosità dal momento che il debutto di domenica ha sollevato dissensi per la regia di Emma Dante, la direzione di Massimo Zanetti, e due cantanti: il tenore protagonista, José Cura, e Vito Priante (Escamillo). Del resto, la produzione è quella del 7 dicembre 2009, famosa per le contestazioni alla regia, oltre che per il successo della Carmen di allora, Anita Rachvelishvili: aveva 24 anni, appena uscita dall'Accademia della Scala, un fenomeno. Il punto di forza della Carmen in questi giorni alla Scala è Elina Garanca: protagonista negli spettacoli di marzo mentre in giugno, quando sarà impegnata in Cavalleria rusticana, subentra la Rachvelishvili. Garanca, lituana, è mezzosoprano fra i più accreditati della sua generazione (classe 1976). È lituana, bellissima, viso di porcellana, occhio chiaro, bionda, insomma poco spagnoleggiante, ma domenica è piaciuta. La Garanca è una nordica tosta, ci ha spiegato di non temere il loggione scaligero. «La Scala non è il solo teatro dove possa capitare d'esser fischiati. Può accadere a Monaco come a New York. Quando metto piede in palcoscenico non lo faccio per avere approvazioni, ma per la gioia di far musica». Vedremo se anche stasera uscirà sana e salva dalla fossa dei leon-loggionisti.