Fra Scanagatti e Allevi solo 30 voti I due poli adesso partono alla pari

L'ex presidente della Provincia: «Un risultato straordinario»

Alberto Giannoni

Monza «È un testa a testa, un risultato straordinario, vista anche la bassissima affluenza alle urne». Dario Allevi ha affrontato tutta la campagna elettorale con invidiabile e contagiosa serenità. Ma forse il risultato di questo primo turno ha sorpreso anche i suoi più fervidi sostenitori.

Sarà testa a testa, dunque, a Monza, fra il candidato sindaco del centrodestra e quello del Pd, Roberto Scanagatti, che partiva coi favori del pronostico normalmente riconosciuti al sindaco uscente. Nella serata elettorale, le prime proiezioni davano a Scanagatti un vantaggio esile e sempre più sottile, tanto che a metà di una lunga notte di spogli Allevi era anche avanti, seppur di poco. E arrivando nella sala stampa dal suo quartier generale, già rispondeva su mosse e alleanze in vista del 25 aprile. Da oggi si ricomincia, infatti, «con tutta la squadra», ha detto al Cittadino di Monza e Brianza, e ragionando dei possibili alleati ha spiegato: «Noi abbiamo un programma ben chiaro. Alcuni candidati che escono da questa competizione li abbiamo avuti come compagni di avventura del centrodestra per vent'anni per cui mi risulterebbe difficile vederli fare «inversione a u» e andare con Scanagatti. Mi riferisco ovviamente a Pierfranco Maffè (il candidato centrista, ndr) ma anche con gli altri. Noi parleremo del programma e della Monza che vogliamo. Tutti i faccia a faccia e gli incontri pubblici che abbiamo avuto erano tutti molto alternativi a Scanagatti, per cui credo che troveranno in me una persona con cui dialogare».

Qualche ora di riposo e la sfida è già ripartita. Alla fine dello spoglio, l'ex presidente della Provincia e il sindaco uscente erano separati da appena 30 voti, un decimo di punto. Primo partito è risultato il Pd, rimasto però sotto il 30%. La Lega al 14% e Forza Italia al 13% hanno praticamente hanno annullato lo svantaggio. Un altro 10% è arrivato ad Allevi dalle due liste civiche che lo sostengono e Fratelli d'Italia ha raggiunto un discreto 4%. Voto molto orientato su candidati sindaco e e schieramenti. Bene la capolista azzurra Martina Sassoli con 336 preferenze. «Personalmente - dice - un risultato estremamente felice; conferma il mio elettorato che non scende nemmeno in un momento di debacle totale di preferenze. È stata una campagna molto diversa dal solito, anche solo per il fatto che nel frattempo sono diventata mamma: nonostante questo i miei elettori hanno nuovamente confermato la fiducia in me e di questo li ringrazio».