Lo scapigliato Arrigo Boito che scrisse libretti per Verdi

A un secolo dalla morte un ciclo di incontri dedicato al poeta, nato a Padova ma sempre vissuto in città

Librettista di prim'ordine, letterato, compositore di opere liriche e certamente non per ultimo, esponente di spicco della Scapigliatura, movimento artistico e letterario sviluppatosi nell'Italia settentrionale a partire dagli anni Sessanta dell'Ottocento, epicentro a Milano. Alzi la mano chi non ha mai «incontrato» almeno a scuola Arrigo Boito (1842-1918), uno di quei personaggi di peso in qualche modo però - ahinoi - sospinti nell'oblio, dimenticati, superati da una modernità che trita tutto nel volgere di niente e dimentica financo i suoi padri. Non solo lacrime. Di tanto in tanto c'è qualche ricorrenza che rimette le cose a posto - e si spera per tempi più duraturi di qualche settimana - come «La Milano di Arrigo Boito», ciclo di quattro incontri organizzati dal Conservatorio nell'ambito delle celebrazioni per il centenario della morte del personaggio, nato a Padova ma vissuto per quasi tutta la vita qui, dopo una parentesi formativa veneziana e parigina; prima data oggi pomeriggio alla Galleria d'Arte Moderna sul tema «Storia e società». Dopo le parole, la musica dell'epoca e più precisamente l'esecuzione di pagine perlopiù inedite dello stesso protagonista e di compositori a lui vicini. Pezzi come alcuni «Ballabili» di Amilcare Ponchielli, la «Serenata» per piano a quattro mani di Alfredo Catalani e lavori di Giulio Litta Visconti Arese, patriota e mecenate. Anticipazioni per capire.

«Durante l'incontro - attacca Anelide Nascimbene, docente di Storia della musica al Conservatorio e curatrice del programma delle attività coordinate per il Comitato nazionale per le celebrazioni boitiane - parleremo anche del contesto storico e artistico della Milano del compositore». Appuntamenti di taglio multidisciplinare, pensati come dialogo tra le arti: dipinti e composizioni, sculture, romanzi e testi d'opera. «Già, i libretti - prosegue la professoressa - Boito prima di tutto è stato poeta e librettista, poi musicista. Ha scritto opere come Mefistofele poi Nerone mai rappresentata; ma soprattutto ha collaborato con Giuseppe Verdi scrivendo i libretti dell'Otello e del Falstaff». Nell'ultimo periodo subentrò a Francesco Maria Piave, tirava aria di rinnovamento e si facevano strada altre idee e nomi mai sentiti, gruppi di giovani. Coincidenze della storia e una sorta di «Bohème» all'italiana. A un certo punto ecco farsi largo proprio a Milano il movimento anticonformista che Cletto Arrighi, pseudonimo di Carlo Righetti, chiamò appunto «Scapigliatura». In quel periodo forse i più estremi e provocatori, in una città che si animava.

Sembra di vederla la società meneghina di quegli anni, come in un film. E durante l'incontro odierno, per saperne di più, verranno letti stralci da «Milano» una sorta di guida pubblicata da Giuseppe Ottino nel 1881 e redatta dalle migliori firme di allora tra cui Luigi Capuana, Roberto Sacchetti e Filippo Filippi. Dunque c'erano gli «scapigliati», un «po' gli hippy del periodo» conferma la studiosa, la «beat generation dell'Ottocento». Spuntati un secolo prima del movimento del Ventesimo secolo, rivoluzionari anche loro, trasgressivi un po' come i posteri. Fanciulle, alcol, droga e bel canto invece del rock and roll, non mancava nessun ingrediente per lo «sballo» e dare una scossa alla creatività, all'immaginazione. «Pare che Boito avesse scritto, commentato delle poesie di Baudelaire dopo aver fumato hashish - narra Nascimbene - per entrare in un modo ideale, fatto un po' di contestazione». Il gruppo dei ribelli amava frequentare i locali, come il Giardino dei Cicogna, a due passi dalla Prefettura, e l'Osteria della Polpetta in via Vivaio. Ma bella vita a parte, quei ragazzi volevano lasciare un segno. «Boito che ebbe una lunga e intensa relazione con Eleonora Duse - conclude la professoressa - era un uomo dotto e assai sofisticato, una figura importante della cultura nel nostro Paese che, grazie al centenario, ora viene ricollocato nel suo giusto posto» (prossimi incontri: 21 novembre «Il mondo dell'arte: pittura, scultura e musica» alla Gam; 22 novembre «La poesia nella musica» in Conservatorio; e il 10 dicembre «L'architettura e la città» a Casa Verdi).