Scappa dai poliziotti e finisce dal giudice, ma spunta uno stupro

Ecuadoriano viene fermato e poi liberato. Testimone accusa: violentava una 18enne

Un arresto per resistenza a pubblico ufficiale, uno dei tanti che le Volanti devono effettuare ogni notte per mantenere un po' d'ordine nella Milano della devianza alcolica. Ma ieri mattina, quando il fermato viene portato davanti al giudice, si scopre che dietro c'è ben di peggio. Quando la polizia lo aveva fermato, l'uomo - e in questo senso c'è una testimonianza precisa - stava stuprando una ragazzina, diciott'anni appena compiuti. Ma è stato fermato solo per il reato di resistenza ai poliziotti, quindi ieri il giudice non ha potuto fare altro che metterlo fuori. Dovrà ricomparire in tribunale il prossimo maggio, e nel frattempo l'indagine per stupro magari sarà arrivata a conclusioni precise. Il rischio è che però di qua ad allora l'indagato, lasciato a piede libero, faccia perdere le sue tracce.

Tutto accade poco dopo l'una di notte di ieri in via Comasina. Una giovane abitante della zona viene svegliata da urla di dolore e da richieste d'aiuto, così forti che teme addirittura che vengano dalla stanza accanto, dove dorme sua madre. La mamma, fortunatamente, dorme tranquilla. La ragazza a quel punto si affaccia alla finestra e vede, nei giardini poco distanti, un scena inequivocabile: una giovane donna seminuda, con addosso un uomo che la sta violentando. La testimone chiama subito il 112, nel giro di pochi minuti arriva la Volante di zona: e trova ancora lì, seminascosti dai cespugli, l'uomo e la donna.

Quando vede arrivare i poliziotti, l'uomo sulle prime cerca di minimizzare, «Fra', non è successo niente, fra', stai tranquillo», dice. Ma subito dopo, si lancia contro gli agenti, li colpisce con uno spintone e cerca di darsi alla fuga, e quando loro lo bloccano inizia a dimenarsi e a colpirli come un matto, fin quando quelli non riescono ad ammanettarlo. Intanto un'altra pattuglia ricopre la ragazza, seminuda e in stato confusionale.

Portato in questura, l'uomo viene identificato: è un ecuadoriano di 22 anni, con regolare permesso di soggiorno. Ieri il giudice Ambrogio Moccia, all'udienza di convalida, lo scarcera con obbligo di firma.

Ma è lo stesso giudice a rilevare che negli atti del fermo traspare un reato assai più grave. La donna che ha dato l'allarme dice di avere visto la ragazza, quasi del tutto svestita, rannicchiata sotto l'uomo che cercava di tenerla bloccata, mentre lei provava a divincolarsi e urlava disperatamente. Il movimento del bacino dell'uomo rendeva ancor più chiaro quanto stava accadendo tra i cespugli. Dopo l'intervento della Volante la ragazza - una diciottenne peruviana - è stata portata prima in ospedale e poi al centro antiviolenza della Mangiagalli: qui però non ha potuto né venire visitata né rispondere alle domande dei medici, perché è subito caduta in un sonno profondo. Solo oggi dovrebbe essere in grado di parlare, confermando o smentendo quanto raccontato dalla testimone. E decidere se sporgere querela contro l'uomo.