Scola lava i piedi ai piccoli cantori

Il rito coi bimbi della storica Cappella del Duomo. Al via la settimana di celebrazioni

Sabrina Cottone

Saranno le voci bianche della cappella musicale del Duomo a sedere sull'altare per la lavanda, quando il cardinale Angelo Scola si chinerà per lavare loro i piedi. Accadrà in Duomo nella Messa in coena Domini delle 17,30, che ricorda l'istituzione dell'Eucaristia da parte di Gesù.

È don Claudio Burgio, direttore della Cappella musicale del Duomo (oltre che cappellano del carcere minorile Beccaria), a raccontare i piccoli cantori della cattedrale: «Sono ragazzini di quarta e quinta elementare, che nella tradizione dei pueri cantores fanno parte del coro della Cappella musicale del Duomo, la più antica istituzione culturale milanese. Si preparano per poi in quinta elementare, o appena pronti, diventare parte integrante della Cappella. Cantano nella Messa capitolare della domenica alle 11 o nelle Messe solenni con l'arcivescovo. Hanno cantato a San Pietro con il Papa e poi a Venezia e in Germania. Il loro scopo principale è di servizio liturgico».

Spiega ancora don Claudio: «È una realtà che si conosce poco. Se si esclude la Cappella Vaticana, l'esperienza in Italia non è così riconosciuta come in Germania e in Gran Bretagna. Invece è un'attività importante di educazione alla bellezza della musica. I nostri pueri cantores frequentano la scuola Franchino Gaffurio, la cui storia data al 1402 ed è stata voluta e gestita dalla Fabbrica del Duomo. È una scuola popolare, gratuita, che lavora anche in un'ottica di prevenzione».

Molto impegno extra. «Oltre alle materie curricolari, ogni giorno si formano musicalmente nel canto e nel solfeggio, nello studio di uno strumento, pianoforte o organo. Sono cinque classi, dalla quarta elementare alla terza media, in tutto sono circa una quarantina».

Hanno cantato qui musicisti come Ottavio Dantone, clavicembalista e direttore d'orchestra. «Ma anche preti come me - scherza don Claudio -. Ma soprattutto ricordiamo il grande direttore storico, che è stato don Luciano Migliavacca, il nostro maestro, colui che è stato direttore per più tempo della Cappella Musicale. Ha impresso uno stile e ha educato generazione di ragazzi».

E stasera alcuni dei loro eredi, che l'arcivescovo conosce perché sono un po' i ragazzini della parrocchia in cui celebra più spesso, si troveranno sull'altare per la lavanda.