Scontri, cariche e feriti Prove di guerriglia in mezzo allo shopping

Assalti e tafferugli nel giorno della Scala Un carabiniere all'ospedale con una frattura Terrorizzate le famiglie che facevano acquisti

Da una parte lanci, tentativi di sfondamento, una molotov sequestrata, dall'altra cariche e manganellate con una dozzina di feriti tra manifestanti e carabinieri. Dopo tre anni di «prime» senza incidenti, ieri in piazza della Scala è andata in onda una sorta di piccola guerriglia urbana, gettando nel panico i milanesi in centro per i regali. Meno però di quel che ci si attendeva, merito di uno schieramento di forze dell'ordine come mai s'era visto prima, almeno 700 uomini e della mancata saldatura tra le varie anime del movimento.

Si inizia verso le 16.30 quando circa 50 antagonisti del centro sociale Cantiere cercano di «sfondare» in via Santa Margherita. Azione velleitaria, i poliziotti sono il doppio e con un paio di cariche e qualche manganellata, li riportano a più miti consigli. Lasciandoli ruggire davanti allo schieramento, non potendo fare altro.

Passa un'altra oretta, con i dirigenti dell'ordine pubblico in attesa di nuovi assalti. Che arrivano verso le 17.40 quando fanno irruzione dalla Galleria un centinaio di anarchici. Si posizione in via Case Rotte e iniziano provocare la polizia con lanci di uova, petardi, bengala, pietre e bulloni. In questo frangente gli agenti della Digos notano un giovane intento a preparare una bottiglia incendiaria. Gli saltano addosso ma lui riesce a sganciarsi, lasciando però la molotov nelle mani degli agenti. Radio Popolare manda in onda una «testimonianza» seconda la quale l'ordigno sarebbe stato portato dalla questura. A quel punto lo schieramento degli agenti avanza per allontanarli e impedire che lanci colpiscano gli spettatori in arrivo. Gli anarchici rumoreggiano ma arretrano fino all'ingresso della Galleria, piena di milanesi con le borse dei regali e spettatori davanti al maxi schermo. La polizia cerca di bloccarli, perché una carica là in mezzo avrebbe messo a repentaglio l'incolumità dei passanti.

Con una tensione già alle stelle arriva il Cantiere che, sganciatosi da via Santa Margherita, passa per il Duomo, imbocca la Galleria, sfila davanti a Palazzo Marino e si attesta in via Case Rotte dove riprendo i lanci contro la polizia. A questo punto si creano due fronti e la polizia decide di intervenire anche perché gli anarchici sembrano proprio intenzionati a infilarsi in Galleria. Davanti alla facciata del Comune volano botte da orbi, un manifestante viene bloccato a terra, poi riesce a divincolarsi e fuggire. Gli anarchici si ritirano verso Case Rotte dove si ricongiungono al Cantiere e qui, finalmente lontano dai passanti, gli agenti mollano la presa. Ancora insulti, slogan e il lancio degli ultimi «proiettili» rimasti, poi la tensione lentamente si stempera. I manifestanti, conquistata la tanta agognata visibilità e possono andarsene.

A quel punto gli uomini si tolgono i caschi, il peggio è passato ed è tempo di fare bilanci. Un carabinieri finisce al Pini, con la sospetta frattura alla gamba colpita da un pesante oggetto metallico, forse un bullone, un altro rimedia una contusione alla spalla, ma rifiuta il trasporto in ospedale. Feriti anche una decina di manifestanti, nessuno tra poliziotti e finanzieri. E tutto sommato è andata bene. Merito dell'imponente schieramento delle forze dell'ordine. Ma anche della mancata, e tanto temuta, alleanza tra centri sociali: assenti «ingiustificati» infatti Zam, Lambretta e tutte le altre realtà minori. Buona per l'ordine pubblico.