La scuola dei «mestieri» dove studenti e aziende fanno i compiti insieme

Corsi, laboratori e stage nei posti di lavoro Il patto di ferro tra industria e istruzione

Antonio RuzzoL'idea è quella di far da tramite. Di stabilire un contatto tra formazione professionale e lavoro, due pianeti che ogni tanto si perdono un po' di vista. Perchè capita che il mondo del lavoro cambi e cerchi nuove figure professionali che però si fanno fatica a trovare. E allora entrare in contatto e collaborare è fondamentale. «Siamo nel cambiamento di un'epoca- spiega Diego Montrone presentando Galdus, l'istituto per la formazione professionale di cui è presidente- Le imprese faticano e cercano nuovi spazi e nuovi approcci al mercato e la formazione è chiamata a dare risposte sempre più pragmatiche con creatività, innovazione ma soprattutto con partnership». Collaborare, appunto. L'immagine è quella di una cerniera aperta che va richiusa per cercare di far combaciare due percorsi che devono andare in un'unica direzione, verso una scuola che è anche un po' «bottega». «La partnership impresa-formazione e lavoro-educazione genera grandi novità- spiega Montrone- Negli ultimi anni alcune imprese hanno cominciato a cercarci per chiedere se potevamo costruire percorsi condivisi di formazione, riqualificazione e di inserimento normativo». E così' è stato. Più o meno è il «modello tedesco» che in Germania investe sulla responsabilizzazione dell'azienda e del giovane in cerca di occupazione, valorizzando la presenza dei ragazzi nei luoghi di lavoro come momento essenziale per tramandare il sapere e i mestieri. Da noi è il sistema duale, un contratto di lavoro che porta i giovani a un titolo di studio e che prevede oltre alla classica formazione scolastica un monteore di apprendistato in azienda. Una sfida che l'Istituto di via Pompeo Leoni porta avanti dal 1990 e che oggi ha numeri importanti con oltre 1100 ragazzi tra i 14 e i 20 anni che seguono i vari indirizzi professionali, con 1360 inserimenti nel mondo del lavoro e con 500 aziende coinvolte in percorsi di formazione continua. «Il legame tra i nostro istituto e le aziende è stretto- spiega la vice presidente Rossana Fodri- Una collaborazione non solo didattica ma fatta anche con stage fino a sette settimane nei luoghi di lavoro». Corsi di 990 ore di lezione per i ragazzi che escono dalle scuole medie per avviarli a diventare professionisti del turismo, dell'oreficeria, della ristorazione, dell'edilizia e dell'innovazione elettronica. «Tre anni per ottenere la qualifica professionale- spiega Fodri- che diventano quattro se si sceglie di arrivare fino al diploma professionale e cinque per il diploma di Stato che dà l'accesso all'Università». C'è anche la possibilità di una specializzazione post diploma, una sorta di master in aziende, associazioni di categoria, fondazioni che consente ai giovani di sviluppare formazione e competenze in settori come quelli delle tecnologie o dell'agroalimentare. Ma non solo. L'istituto di via Pompeo Leoni offre formazione professionale con corsi più brevi a occupati e disoccupati che si vogliono riqualificare o reinserire nel mondo del lavoro e , con il Centro Easy, mette in contatto privati ed aziende favorendo l'inserimento lavorativo di giovani in cerca di occupazione e di professionisti in cerca di ricollocazione. Una realtà articolata cresciuta negli anni e oggi al passo con i tempi. Come, con un pizzico d'orgoglio, è scritto sul sito di Galdus: «E per noi, che da un inizio così piccolo, ci troviamo oggi a rappresentare un luogo così unico della città di Milano, davvero viene da citare Mark Twain: Non sapevano che fosse impossibile allora l'hanno fatto»