Se Bella ciao diventa un inno stonato

Non ce l'hanno fatta. Non ce l'hanno fatta neanche nella giornata dove forse il modo più apprezzato per ricordare la carneficina parigina sarebbe stato il silenzio, a scrollarsi di dosso la solita etichetta. Così il presidio organizzato in piazza Fontana in solidarietà al popolo francese, si è chiuso con i partecipanti che hanno cantato prima La Marsigliese e poi «Bella ciao». Nulla contro l'inno partigiano simbolo dell'antifascismo. Ci mancherebbe. Solo che forse, in questi anni più recenti, è stato cantato molte volte senza conoscerne del tutto il significato da troppi adolescenti incappucciati che cercavano gloria nei cortei. E il troppo «stroppia» come dicono gli anziani che «Bella ciao» sanno cosa significa. La manifestazione organizzata in solidarietà del popolo francese è stata commossa e unita nonostante nelle ore precedenti ci sia stata un pò di confusione su dove organizzarla. Anpi ed Emergency avevano invitato a presentarsi davanti al Consolato francese, poi era stata spostata in Darsena mentre contemporaneamente il Pd faceva girare un comunicato per convocare tutti in Piazza Fontana. Sul palco allestito in piazza, incorniciato da una bandiera francese e una europea, sono intervenuti in tanti . Un rappresentante degli studenti francesi presenti a Milano, che ha espresso riconoscenza alla città, un membro del comitato antifascista e poi la presidente di Emergency, Cecilia Strada: «Credo che la strada giusta sia quella delle porte aperte, della libertà e dell'uguaglianza - ha detto -.La guerra è uno strumento che non funziona...». Punti di vista.

Alla fine in molti hanno lasciato lumini accesi nella fontane e poi hanno cantato la Marsigliese. Poteva finire così. Anzi, forse doveva finire così.