Se la notizia alla Scala è il telefonino non il maestro

Luca Pavanel

Più che la serata al Piermarini e le star - il direttore Michele Mariotti e il pianista Arcadi Volodos (nella foto) - il giorno dopo interessò il gaffeur, colui che durante il recital fece squillare per ben tre volte il suo telefonino, provocando l'indignazione e lo stop con sorriso del virtuoso. Segno dei tempi, si dirà. Ma il gossip, diciamolo, in fondo si fa leggere sempre.

Stavolta però il fatto - ovvero l'immediata caccia al disturbatore telefonico - ha provocato le reazioni di uno dei più diplomatici addetti ai lavori, ovvero il responsabile della comunicazione dell'orchestra Filarmonica della Scala, al secolo Marco Ferullo. Che, sorpreso dalla dinamica (insolita, ma non tanto) ha voluto simpaticamente esternare sul suo profilo Facebook: «Il bravo direttore debutta in stagione con un titolo raro - scrive l'addetto stampa - ospite è uno dei pianisti più visionari e controversi». E, ancora, «la serata è elettrica, c'è attesa, si percepisce la curiosità e l'interesse». Sembrerebbe inevitabile l'attenzione di tutti e in effetti il telefono del professionista comincia a squillare. Al «pronto?», partono domande a raffica: «Di chi era il cellulare che suonava? Ma tre o quattro volte? Ma non vuole fare un'intervista?». Inevitabili i commenti sotto il post. Tipo: caro Marco «come non ti invidio», «Oddio, adesso ti chiederanno di intervistare il telefonatore smemorino». E c'è chi invoca la chiusura di «tutto per un anno». Insomma, un caso nel caso, esigenze che si confrontano (e scontrano). Chi deve comunicare i contenuti della musica e dei suoi protagonisti da una parte, chi deve mettere un po' di «sale o di pepe» in pagina dall'altra. Non ci sono vinti né vincitori in questo caso. E neppure una morale. Forse è giusto dire ofelè fa el to mesté, ognuno alla fine deve fare il suo mestiere.