Se son rose fioriranno La festa dei «pollici verdi»

Sì va bene, c'è la crisi, non si arriva a fine mese, l'Imu incombe, ma una bella pianta me la porto comunque a casa. Magari la bellissima Rosa banksiae «Ibrido di Castello» creata ai primi del Novecento. O la «Rapsody in blue» meraviglia della collezione di rose blu di Nicola Cavina. Questo probabilmente uno dei pensieri più diffusi fra quanti venerdì varcheranno i cancelli dei Giardini Montanelli in via Palestro per la diciassettesima edizione di «Orticola», una delle più fascinose e amate manifestazioni florovivaistiche di Lombardia e d'Italia. Un terrazzo, un balcone, un semplice davanzale fiorito è l'ultimo piacere a cui si vuole rinunciare.
E anche per venire incontro a questo legittimo desiderio del pubblico gli organizzatori di Orticola - Gianluca Brivio Sforza, presidente dell'antica società Orticola di Lombardia e Francesca Marzotto Caotorta vicepresidente - hanno deciso di mantenere inalterato anche per quest'anno il biglietto di ingresso. Otto euro per un sogno in città che dura tre giorni, un'immersione nel mondo del giardino fra i 170 espositori che occupano i novemila metri quadri a loro riservati negli spazi davanti a Palazzo Dugnani. Si punta a ripetere e a superare il successo dell'anno scorso che ha registrato trentamila visitatori.
Sono stati invitati come sempre i vivaisti più attenti a coltivazioni ecocompatibili, gli ibridatori più fantasiosi, i più tenaci ricercatori e coltivatori di specie insolite. Dominano quest'anno le rose a cui è dedicato un percorso che coinvolge dodici vivaisti specializzati, alcuni presenti per la prima volta a Orticola: rose storiche coltivate sulla Costa Azzurra e rose storiche dei più noti ibridatori italiani, le rose indiane di Viru Viraraghavan (sì indiane, del resto la parola rosa verrebbe dal sanscrito) e le sfarzose americane ottenute da Tom Carruth.
Ma non saranno solo rose a fiorire. Orticola ha invitato i vivaisti a presentare la «pianta protagonista», la più rara, la più ricercata, quella in via di estinzione o semplicemente la più amata. Sono arrivati ben sessanta esemplari di ogni parte del mondo ai quali è stato dedicato uno stand apposito nella mostra. Al centro degli stand, la fontana dei Giardini Di Montanelli si trasformerà in uno specchio d'acqua palustre, una zona umida colonizzata con le piante palustri del laghetto di Boscoincittà. Qui i volontari di Italia Nostra coltivano specie rare, selvatiche, in via d'estinzione, raccolte in giro per l'Italia.
L'orto è un altro dei miti in forte ascesa di questi ultimi anni: Orticola propone una serie di progetti, sistemi e idee per farsi l'orto un po' dovunque, dai curtain wall ecologici per coltivare in verticale ai tavoli e cassoni che permettono di seminare, concimare, sarchiare senza spezzarsi la schiena. Quanto è bassa la terra, dicevano i nostri contadini d'antan. E poichè la speranza di un più corretto rapporto con il mondo vegetale è nel futuro, Orticola presenta anche «Mi coltivo - Orto a scuola», un progetto di educazione dedicato ai bambini che prevede la realizzazione di orti didattici nei cortili delle scuole, in base a un accordo con la Fondazione Riccardo Catella, in collaborazione con Expo 2015 e con il patrocinio del Comune.Sempre più rilievo inoltre, ha la sezione «Fuori Orticola» che propone al pubblico milanese incontri con le principali istituzioni museali e culturali della città. Una novità è la mostra «SMALLgarden» nella Sala Parnaso della Villa Reale (ingresso gratuito) che dal 9 al 20 maggio presenta 22 giovani artisti di tutto il mondo specializzati nella fotografia di natura. Da non perdere l'americana Beth Moon per la prima volta a Milano con le sue insolite immagini stampate al platino-palladio.