Il secondo appello per il farmaco sparito: «Ridateci il Sinemet»

Il professor Pezzoli scrive al ministero della Salute: indispensabile per 17mila pazienti

Viviana Persiani

Qualche settimana fa, sul Giornale, il professor Gianni Pezzoli, Presidente dell'Associazione Italiana Parkinsoniani e della Fondazione Grigioni, l'ente privato senza fini di lucro che dal 1993 raccoglie risorse economiche da destinare alla ricerca scientifica per combattere la Malattia di Parkinson, ha lanciato l'allarme:«Improvvisamente, senza preavviso alcuno, è scomparso dalle farmacie il Sinernet 100+25, il farmaco a base di levodopa+carbidopa molto importante per i parkinsoniani, perché rappresenta l'integrazione della dopamina cerebrale, assente a causa della patologia. E pensare che il farmaco, in Italia, costa davvero poco: all'estero dove, invece, costa più del doppio, non manca di certo. I pazienti sono davvero preoccupati e stanno cercando un sostituto che, purtroppo, non esiste identico. Ci sono farmaci a rilascio modificato o a rilascio ritardato, ma non è la stessa cosa: la malattia di Parkinson può essere una condizione critica, che mal sopporta cambiamenti terapeutici improvvisi. Ecco che noi, dal nostro sito, stiamo cercando di offrire risposte e consigli a quei 17mila parkinsoniani in cerca di una bussola».

Il 23 aprile, Pezzoli ha scritto una seconda lettera al ministro della Salute, dopo che l'Aifa aveva fatto sapere che il farmaco non sarebbe stato presente in modo continuativo nelle farmacie italiane: «È sconfortante - scrive Pezzoli - e francamente inaccettabile da parte nostra che rappresentiamo i pazienti italiani. L'Aip è l'unica Associazione Nazionale di pazienti che raggiunge, con la Fondazione Grigioni, 130mila famiglie. Dal 7 aprile su Facebook abbiamo avuto 100mila contatti, 38mila giudizi, 22mila condivisioni, 5.300 commenti. Non possiamo accontentarci pensando alle decine e decine di migliaia di pazienti che soffrono e si angosciano per il loro futuro, dicendo loro di avere pazienza. Abbiamo spiegato come si fa a sostituire il Sinemet pronto, ma evidentemente questo non basta. La gente chiede di poter proseguire ad assumere il farmaco che ha sempre preso con fiducia. La malattia di Parkinson non è una cosa da poco, le modifiche terapeutiche vengono previste dal medico. Non si può cambiare un farmaco a decine di migliaia di persone con istruzioni via internet. Assurdo».

Insomma, un problema serio per i malati di Parkinson che, almeno, sono sostenuti nella loro battaglia dalla Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson. Come è risaputo, i costi della ricerca sono molto elevati e in Italia l'impegno pubblico in questo settore è estremamente carente: i singoli malati, le relative famiglie e tutti coloro che hanno a cuore questa malattia devono quindi scendere in campo personalmente per sostenere concretamente quella ricerca scientifica che potrà debellare definitivamente il male che li affligge. La Fondazione Grigioni organizza e sponsorizza ogni anno diverse campagne finalizzate a questo scopo, dando testimonianza dell'impegno, con la campagna dei 1.000 eroi. La Fondazione, del resto, è da sempre impegnata ad affiancare chi si è consacrato a scoprire le cause di insorgenza della malattia, trovare cure adeguate e migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti. Però, è bene sapere che tutti sono chiamati a contribuire, anche perché ogni euro donato alla ricerca è un altro passo verso la sconfitta della malattia. Per questo, compilando la dichiarazione dei redditi potrete aiutare le ricerca con una donazione che non vi costa nulla. Basterà indicare la Fondazione Grigioni nel riquadro «Finanziamento della ricerca sanitaria» destinato alla scelta del 5 per mille indicando il codice fiscale: 97128900152