Sedici ore di pullman per andare a Roma a sostenere Berlusconi

Ieri mattina presto quando i pullman si sono messi in moto, non si sapeva ancora se Silvio Berlusconi sarebbe salito sul palco di via del Plebiscito. Eppure in ventuno sono partiti solo dalla Lombardia: Bergamo, Brescia, Cremona, Lecco, Lodi Mantova e Varese. Gli altri quattordici da Milano e provincia, tre dalla sede del Pdl in viale Monza e uno da piazza Castello. Andata e ritorno in giornata per manifestare contro una sentenza giudicata tutta politica e per nulla giusta. Altri con il treno e molti in macchina fino a Palazzo Grazioli, la sede romana che l'ex premier potrebbe eleggere a sua residenza nell'eventualità degli arresti domiciliari. Poi alle 18,16 Berlusconi sale sul palco e comincia col ringraziare chi ha sfidato «il caldo dei 40 gradi all'ombra e l'asfalto che brucia».
«Volevo dirvi che questa vostra vicinanza e questo vostro affetto mi ripagano di tante pene e di tanti dolori attraverso cui sono passato in questi ultimi giorni». Parole che sarebbero potute rimanere le sole. E, invece, non è andata così e il suo è stato un vero e proprio comizio. Venato di tanta commozione, come mai era successo. Sul palco torna l'azzurro e il simbolo di Forza Italia. Le cui bandiere tra il pubblico cominciano a essere molte di più rispetto a quelle di un Pdl che forse proprio con questa manifestazione ha imboccato il viale del tramonto. «Questo popolo - arrochisce la voce - non si farà mettere sotto da chi ha l'invidia e l'odio come guida della sua azione». E poi la conclusione che un militante milanese dice di considerare il regalo migliore a chi ha fatto 16 ore di viaggio per andare e tornare da Roma. «Negli anni che ancora mi restano - dice Berlusconi - non mi dimenticherò mai questa giornata e questo vostro abbraccio». Le musiche e gli inni tornano a essere quelli di Forza Italia, le note della discesa in campo del '94. «Noi siamo sempre quelli», assicura un altro militante dell'hinterland milanese.
Ai piedi del palco il coordinatore regionale Mario Mantovani che ha organizzato il pullman di Arconate e il vicario Mariella Bocciardo con la coccarda tricolore di Fi. L'assessore regionale Valentina Aprea da giorni sul suo profilo Facebook chiamava a raccolta i simpatizzanti azzurri. «È una giornata importante. In tanti a dimostrare a Berlusconi che il popolo di Forza Italia c'è». Con loro c'è l'eurodeputato Licia Ronzulli: «Berlusconi si è commosso durante il suo discorso, ma noi lo siamo ancora di più per la tenacia di un grande uomo che nonostante le tante ingiustizie subite è ancora in prima linea a difendere la libertà e la democrazia». Per il sottosegretario all'Ambiente Marco Flavio Cirillo «in questo governo di larghe intese i partiti hanno sacrificato parte dei propri valori nel nome di riforme condivise necessarie per risollevare il Paese, ma non si può chiedere loro di rinunciare alla politica». La deputata Mariastella Gelmini dice che «la riforma della giustizia è ormai irrinunciabile». Della delegazione della Regione fa parte il consigliere Fabio Altitonante, dal Comune Carmine Abagnale. Per l'assessore Mario Melazzini «il Pdl dimostra ancora una volta la sua compattezza e il sostegno a Berlusconi a cui si riconosce l'assoluta leadership. Legittimata da un ampio e rinnovato consenso popolare».