"A Sesto il governo fermi la moschea"

Un coro di no al progetto che sarebbe finanziato da una Charity qatariota

Il sindaco e il Governo devono «bloccare il progetto della costruzione della moschea di Sesto San Giovanni» che sarà la più grande del Nord Italia ma è «finanziata da fondi provenienti dal Qatar, uno Stato messo all'indice perché accusato di finanziare il terrorismo islamico internazionale». A lanciare l'allarme e a chiedere l'intervento del Governo, dopo la denuncia del candidato sindaco di Sesto San Giovanni, Roberto Di Stefano (Fi), sono il vicecapogruppo della Lega Nord in Consiglio Regionale, Jari Colla, e Riccardo Pase, segretario provinciale del Carroccio . Messa sotto accusa è la Qatar Charity, che in Italia «ha già sovvenzionato la costruzione di 43 moschee». Il voto di domenica, sostengono, «sarà uno spartiacque per il futuro della nostra comunità: o blocchiamo sul nascere la deriva islamista a Sesto e in Italia o presto tutti noi saremo chiamati a subirne le drammatiche conseguenze». Viviana Beccalossi, assessore regionale al Territorio e Urbanistica della Regione Lombardia chiama in causa il sindaco della cittadina alle porte di Milano, Monica Chittò: «Giusto e doveroso pretendere trasparenza sui finanziamenti della più grande moschea del nord Italia in costruzione a Sesto San Giovanni. Alle porte di Milano già regna l'illegalità: proprio a fianco del cantiere di quest'opera, esiste già una moschea, definita dall'Amministrazione comunale provvisoria, che gli uffici tecnici di Regione Lombardia da tempo hanno dichiarato illegale. E nonostante tutto ciò sia stato notificato al sindaco Chittò, nulla è stato fatto per sanare la situazione». «Dove troverà i soldi per costruire la moschea più grande del nord Italia a Sesto la comunità islamica? - si chiede Riccardo De Corato ex vicesindaco e capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale in Regione- Basterà rinunciare ad un caffè come vanno dicendo negli ultimi giorni? O dietro c'è qualcosa di più grande. A quanto risulta a finanziare questi 5milioni di euro ci penserà Qatar Charity Foundation. In un rapporto del Washington Institute for Near East Policy sospetta la Qatar Charity di aver sostenuto in passato Al Qaeda; l'organizzazione è inserita inoltre in una black list del governo israeliano, il quale sospetta che dietro gli aiuti umanitari si nascondano finalità di natura politica e fondamentalista. Il quadro è preoccupante»