Da settembre a rischio nidi e materne

Con «quota 100» in pensione decine di educatrici. Il problema è sostituirle

Inizio anno a rischio nelle materne e i nidi della città. Già da agosto, infatti, potrebbe partire un nuovo «giro» di pensionamenti per quota 100. Secondo le stime dei sindacati autonomi sarebbero un centinaio le educatrici che potrebbero andare in pensione nell'arco di un paio di anni. Certo, dal Comune specificano che si tratta di stime soprattutto che non è detto, finché non viene avanzata la richiesta, che le dipendenti comunali che rispondono ai parametri decidano di andare in pensione, secondo le nuove norme della legge 26 del 2019. Il nodo del problema risiede nello stesso decreto che contemporaneamente annulla da ottobre le graduatorie per le assunzioni. Questo significa che per poter assumere nuovo personale il Comune dovrebbe bandire un nuovo concorso, con i costi e i tempi che ne conseguono. Risultato: non si arriverebbe mai a ottobre con delle nuove graduatorie utilizzabili per coprire il turn over, comunque.

E dire che il personale è già in sofferenza da tempo: particolarmente difficile, per esempio, trovare la sostituzione per un qualche giorno di malattia, ancora più quando si tratta di lunghe assenze. Secondo il piano straordinario di assunzioni servirebbero 235 educatrici, 227. Le ore di copresenza sono ridotte, per il resto del tempo le maestre si trovano a dover gestire da sole anche una ventina di bambini. Con la responsabilità che questo comporta. Stesso discorso vale per le insegnanti di sostegno, assolutamente insufficienti.

A breve inoltre molte strutture verranno chiuse per problemi di sicurezza, ma molte meno ne verranno ristrutturate per il cronico problema della carenza di fondi: «Il Comune risolverà la mancanza di personale - attacca una rappresentante Rsu - riducendo il numero dei nidi e delle materne. All'amministrazione non interessa la qualità del servizio». La soluzione? «Fare pressing sul Parlamento, come sta facendo forza itali - spiega il capogruppo in Comune Fabrizio de Pasquale - perché venga modificata la norma ovvero venga prolungata la validità delle graduatorie: eviterebbe di perdere tempo e sprecare soldi». Anche il Comune si muoverà in questa direzione.

MBr