Sgomberati i rom a Muggiano Il centrodestra: «È un trasloco»

I nomadi, tra cui molti bambini, saranno ospitati nelle strutture del Comune L'assessore Granelli: «Troppo degrado, è solo l'inizio». Gallera: «Spot elettorale»

Zona franca. Quella che va da Muggiano, Trezzano e Cusago tra prati, rogge, cave, rifiuti, case e piscine abusive con i tetti in mattoni e cemento è «zona franca» da sempre. Qualche anno fa un uomo fu sbranato dai cani, poche settimane fa, per un maldestro furto di gasolio, è scattata l'emergenza ambientale per l'inquinamento della falda. Episodi. Ma è un vita che è così. E ieri il Comune ha provato a darsi una scossa. Più trasloco che sgombero. «Più operazione di propaganda elettorale che vera politica di gestione delle popolazioni rom...» attacca l'opposizione di centrodestra. É la polemica di sempre. Ma ieri mattina in quel girone di disperati che è diventato il lembo di Parco Sud tra Vigevanese e Milano-Baggio sono arrivati gli agenti della Polizia locale, l'Amsa, i poliziotti e i carabinieri. C'erano anche gli operatori del Comune che hanno offerto ospitalità alle famiglie che hanno accettato o ne hanno fatto richiesta. Un centinaio di persone di origine rom e una decina di bambini che verranno ospitati nel Centro di emergenza sociale di via Lombroso 22 e in quello della Centrale. Due le aree sgomberate. Una di proprietà da decenni di un paio dicittadini della Bosnia dove tre anni fa il Comune aveva avviato un' indagine per traffico di rifiuti che si è conclusa con la condanna. E un'altra di proprietà di italiani. Negli anni si sono trasformate in un enorme insediamento abusivo di baracche e roulotte semisommerse da un grande accumulo di rifiuti d'ogni genere dove pascolano topi e cornacchie. Condizioni igieniche da delirio senza acqua nè fogne. E lo sgombero infatti è scattato proprio per questo. Via tutti. O quasi perchè non è finita qui, perchè tanti ancora ce ne sono. Nei prossimi giorni l'area sarà presidiata dai vigili per impedire nuovi insediamenti, mentre il Nucleo interventi rapidi del Comune (Nuir) costruirà uno sbarramento sulla strada campestre per Muggiano che consente l'accesso ai campi solo agli agricoltori che da queste parti erano stati sfrattati. «Sono decenni che l'area di Muggiano è degradata- spiega l'assessore alla sicurezza Marco Granelli- Questo è il punto di partenza per un intervento di risanamento ambientale affinché non si arrivi più a questa situazione di degrado e a nuove occupazioni. Così come accaduto in via Selvanesco». Avanti adagio insomma. Anche se non tutti sono convinti che sia così. «Nessuno chiami “sgomberi” quelli della giunta Pisapia, sono solo trasferimenti da un luogo all'altro- attacca il vicepresidente del Congiglio comunale Riccardo De Corato- A Muggiano Granelli è andato a proporre posti già in gran parte accettati così un bel numero di abusivi si ritroveranno non sgomberati ma collocati in strutture pagate dal contribuente. Gli abusivi vengono trattati coi guanti di velluto, poi non ci stupiamo se Milano è invasa dai campi irregolari, visto che il “premio” per chi infrange le regole è una sistemazione pagata». Da una sponda all'altra e la visuale completamente diversa. Resta però la necessita di riportare alla normalità un'area agricola molto vicina a case e paesi: «Dopo mesi di lavoro silenzioso e di intelligence con fotografie e quant'altro necessario per comprendere la situazione ed intervenire- spiega il consigliere del Pd Rosario Pantaleo- il Comune di Milano è intervenuto per liberare un'area occupata dove le attività agricole erano compremesse e dove c'erano enormi problemi sanitari. Come già avvenuto in Via Selvanesco il metodo utilizzato è stato quello di costruire un percorso di conoscenza del territorio riuscendo poi a dare una possibilità di accoglienza agli sgomberati». Fine. Anzi, no. La replica arriva dal coordinatore cittadino di Forza Italia: «Dopo oltre quattro anni di immobilismo e a pochi mesi dalle elezioni amministrative, la sinistra milanese accelera anche sugli sgomberi e parla già di vittorie- spiega Giulio Gallera- Certo siamo felici per i residenti della zona che finalmente non dovranno convivere più con il degrado del campo, ma lo siamo un pò meno per gli sfortunati cittadini della zona 4 che vedranno arrivare in via Lombroso una parte degli sgomberati. E dire che quando Pisapia aveva deciso di aprire il campo rom in via Lombroso, aveva promesso che sarebbe stata una soluzione provvisoria. Il campo, costato un milione di euro di risorse pubbliche, è ancora lì e continua a essere un vero mangiasoldi per le casse del comune e per le tasche dei milanesi».