Lo shopping in bici fa litigare i negozianti: "Il blocco è un danno"

Per Confesercenti è di incentivo agli acquisti Confcommercio lo accetta ma «crea disagi»

A caccia di regali in bicicletta. Non è un problema caricarsi sacchi e sacchetti tra manubrio e portapacchi secondo i «Genitori Antismog», Ciclobby e persino l'associazione di commercianti Confesercenti che si aggiunge al movimento ecologista. Il presidente Andrea Painini vuole «sfatare per sempre l'idea che limitare l'uso dell'auto privata in una città danneggia gli affari dei negozianti». Le polveri sottili si impennano e il Comune blocca i diesel Euro 3 proprio in una domenica pre-natalizia e con gli Oh Bej Oh Bej ancora in corso? No problem secondo Painini, Marco Ferrari (Genitori Antismog) e Guia Biscaro (Ciclobby): «Sempre più commercianti - sostengono - hanno capito che una città meno trafficata e più vivibile non solo non danneggia gli affari, ma può al contrario incentivarli fortemente. Bisogna restituire spazio alle persone per camminare, per spostarsi in bicicletta in sicurezza e tranquillità. Solo così si recupera vita sociale e gli affari vanno meglio». Un messaggio - «Babbo Natale esiste e non usa l'auto», per dire che i regali si possono cercare a piedi, in bici o spostandosi con i mezzi - che sarà diffuso attraverso una locandina (nella foto) esposta sulle vetrine dei negozi aderenti. E chi compra pacchi ingombranti? La risposta è ancora un no problem: «Stiamo sensibilizzando i negozianti di Milano ad offrire il servizio a domicilio in bicicletta, un sistema che fa felici i clienti e l'ambiente».

Non è esattamente della stessa opinione Confcommercio, che ha partecipato ai tavoli in Regione in cui è stato firmato il Protocollo e ha concordato le restrizioni al traffico dopo sette giorni consecutivi con il Pm10 fuorilegge, ma deve fare buon viso. Il vicepresidente Simonpaolo Buongiardino ammette che il blocco in vista da domani «era previsto e ovviamente ci adeguiamo, ma le limitazioni all'accesso in auto sono sempre un disturbo, soprattutto durante il periodo che anticipa il Natale. Bisogna cercare soluzioni ben più programmate allo smog, lavorando su altri inquinanti come le caldaie, altrimenti ogni anno siamo da capo, chi paga è l mobilità automobilistica».

Il capogruppo in Regione di Fdi, Riccardo De Corato, domanda alla giunta Sala «dove sono finiti i 256 milioni di incassi da Area C che avrebbero dovuto essere investiti in misure per il miglioramento della qualità dell'aria. Ancora una volta, bisognerà ricorrere a misure di emergenza. Servono provvedimenti di carattere strutturale e non inutili blocchi di emergenza che costringendo i milanesi alla danza della pioggia per scongiurare il blocco». Il capogruppo milanese dei 5 Stelle Gianluca Corrado, si domanda invece come in Comune «possano essere soddisfatti perchè il Pm10 da inizio anno ha sforato i limiti solo 54 giorni». E nota che le misure d'emergenza «come dimostrano ogni anno i dati non servono a nulla, serve un cambiamento di rotta condiviso, va scoraggiato l'uso della benzina e del gasolio».