Show del Boss a mille euro aperta inchiesta in Procura

Bagarinaggio on line, è la prima indagine in Italia. Nata dall'esposto di Trotta, promoter di Springsteen

Per la prima volta una Procura apre un'inchiesta sul bagarinaggio on line. Si tratta dello stesso fenomeno per cui pochi giorni fa l'Antitrust ha avviato un'istruttoria sui concerti dei Coldplay del luglio 2017 a San Siro. Il Garante si è mosso su segnalazione di alcune associazioni dei consumatori, che hanno denunciato una pratica ormai pericolosamente diffusa: pochi minuti dopo la messa in vendita in Rete dei biglietti, questi risultano «esauriti». Per ricomparire quasi contemporaneamente sui siti di «secondary ticketing». Naturalmente a prezzi raddoppiati, triplicati, persino decuplicati. Nel mirino in questo caso è finita Ticketone, la piattaforma che da noi ha l'esclusiva per i tagliandi on line.

Quella dei magistrati milanesi, anche se il fenomeno da contrastare è il medesimo, è un'iniziativa del tutto diversa. Si tratta di un'indagine penale, che potrebbe portare alla sbarra i bagarini «2.0» per la prima volta in Italia. Ed è nata molto prima, con un esposto di sette pagine depositato il 4 aprile relativo alle due date di Bruce Springsteen dello scorso luglio sempre allo stadio. A vedere il Boss c'erano circa 60mila spettatori a sera, i biglietti costavano in media 90 euro. Se le vendite illecite sul web fossero state anche «solo» il 10 per cento (all'estero il secondary è molto più diffuso), si parlerebbe di un guadagno sottobanco astronomico. La Procura ha aperto un fascicolo per ora a modello 45, cioè senza indagati né ipotesi di reato, e ha affidato le indagini alla Guardia di finanza. A giorni i pm riceveranno una relazione con i primi risultati e valuteranno se e quali reati ipotizzare e se iscrivere qualcuno (o qualche società) nel registro degli indagati. Tutto è partito dalla denuncia di Claudio Trotta, promoter dei concerti italiani di Springsteen con la sua Barley Arts Promotion srl e assistito dagli avvocati Ugo Prospero Cerruti e Paola Castiglione. I legali hanno messo nero su bianco le accuse e hanno suggerito i reati di evasione fiscale, truffa e associazione per delinquere. Nel documento ci sono esempi di prezzi arrivati alle stelle: Secondo anello rosso a oltre 1.200 euro (contro i 112 previsti), Prato a 500 euro (invece di 97). «Il fenomeno - si legge nell'esposto - si sviluppa anche per la tolleranza dei venditori ufficiali e per il comportamento compiacente messo in atto rallentando i boots, programmi di acquisto computerizzato, invece di bloccarli». Poi la Barley Arts elenca «i siti ove si è rilevato il fenomeno descritto: viagogo.com, ticketbis.it, seatwave.it, mywayticket.it, hityourtix.com». Aggiunge Trotta: «La nostra è una denuncia senza precedenti e ne è nata un'inchiesta inedita e importante. Aspettiamo la chiusura delle indagini, ma sono ottimista sui risultati. Ci sono informazioni concrete e rilevanti. Gli illeciti che abbiamo segnalato alla Procura - conclude l'organizzatore - non hanno solo implicazioni legali ma anche morali. Da una parte si specula sull'altissima domanda per alcuni show, falsando il mercato. Dall'altra manca la percezione del ticket come veicolo per partecipare a un evento irripetibile e non come oggetto cedibile a terzi. In questo senso pure i consumatori hanno le proprie colpe».

Commenti
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pedralb

Ven, 21/10/2016 - 12:41

Il problema è doppio...perchè oltre a fregare la gente frodano anche il fisco!!!!!

Malacappa

Ven, 21/10/2016 - 13:49

Bisogna avere poco sale in zucca per spendere 1000 euro per un concerto sia chi sia.

Mizar00

Ven, 21/10/2016 - 13:52

Quando compro un ticket su ticketone e simili mi sento già turlupinato, vedendo le spese "accessorie" che con lo spettacolo non c'entrano nulla ed arrivano pure al 30% !