Si fanno belli con le cascine Anche quelle «okkupate»

Alla Cascina Campazzo, immersa nel parco del Ticinello, ci centinaia di milanesi all'anno si fermano per fare rifornimento di latte crudo al distributore automatico messo a disposizione dai fratelli Falappi. La cascina Corte del Proverbio invece, all'interno del parco delle Cave, è specializzata nella produzione (e vendita) di miele, e attraverso il personaggio animato «Apepè» racconta ai bambini delle scuole il mondo delle api. Nella Cascina Grande di Chiaravalle (raggiungibile con l'autobus 77, fermata San Dionigi) vive e lavora da oltre un secolo la famiglia Miglio, che alla produzione in particolare di cereali e foraggi ha affiancato la cura dei cavalli, tanto la trasformazione dell'antica stalla ha consentito la nascita di un grande centro equestre. Sono solo tre delle 32 cascine che dal 2011 hanno deciso di riunirsi nel consorzio del Distretto agricolo milanese, tutte insieme coltivano circa 1500 ettari di terreno e si dedicano anche all'allevamento, agriturismo, attività di ristorazione o didattiche per le famiglie e le scuole. Non solo uffici e terziario, Milano - anche se questo aspetto è meno noto - è in realtà la seconda città agricola d'Italia. Vengono coltivati circa 2.910 ettari su una superficie comunale di 18mila, si contano 117 imprese agricole che «producono» circa 10 milioni di euro all'anno. E poichè il tema di Expo 2015 è l'«alimentazione, energia per la vita», il Comune con Touring Club e il contributo di Esselunga ha redatto la prima mappa delle 32 sedi del consorzio, con un logo ad hoc, una breve descrizione e i mezzi pubblici per raggiungere, e sulla cartina compaiono anche le altre cascine, comunali e non, presenti in città. E tra queste spicca pur4 il Torchiera, occupato dagli autonomi da quasi vent'anni. I turisti in arrivo nel 2015 che si spingeranno fin là speranzosi di trovarci orti e animali da fattoria potranno semmai infilarsi a concerti e rave party abusivi.
Tant'è, la mappa è on line da ieri sul sito del Comune e sono in distribuzione le prime 10mila copie. «Una nuova iniziativa del Comune - spiega il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris - per conoscere e valorizzare una parte significativa dell'identità della nostra città, luoghi importanti anche per il fuori Expo». Far conoscere al pubblico le attività che si svolgono nelle aziende agricole milanesi, dalle coltivazioni a chilometro zero ad attività come l'ippoturismo, progetti contro l'emarginazione sociale, campus estivi, stage e tirocini per studenti, «significa promuovere una parte importante dell'economia e porre l'attenzione alla qualità e alla sicurezza del cibo e quindi dell'alimentazione». Sulla cartina sono segnalati gli itinerari ciclopedonali, la presenza di molini e ghiacciaie, e non mancano gli accenni storici. Si scopre ad esempio che la Cascina Battivacco (zona Barona) esisteva giò nel 1100 con il nome di «Monasterium de Bativachia S. Eusebi cum S.Salvatore», che la «Figinello» apparteneva ai monaci benedettini mentre la «Cortaccia» era abitata dai frati cappuccini.