Sinistra e 5 Stelle uniti soffiano sul fuoco per «stendere» la Lega

Grillini, attacchi scatenati e anche volgarità Ma pure il Pd usa il caso contro il Carroccio

Il più greve è un consigliere regionale dei 5 Stelle, Luigi Piccirillo, che conia la storpiatura «FregaNord» giocando sull'assonanza con la Lega, usa l'immagine delle proverbiali scimmiette (che non parlano, non vedono e non sentono) e condisce il tutto con la sgradevole l'icona di un escremento.

Nel mirino ci sono chiaramente i leghisti, che dei grillini sono pur sempre alleati al governo. Ma i toni, ormai, sono tutto tranne che amichevoli. Anche i toni che i 5 Stelle usano per commentare i fatti di Legnano. Il «là», d'altra parte, lo dà il «capo politico» Luigi Di Maio, che parla di una «emergenza corruzione enorme in questo Paese» e descrive le elezioni europee come «una scelta tra noi e la Tangentopoli bis». Sono più nemici che alleati, i giallo-verdi. La deputata milanese Eleonora Evi, capìta l'antifona, rincara con un «vergognoso dilagare di corruzione e malaffare» e attribuisce al voto del 26 maggio il valore di «un referendum»: da una parte «chi pensa di essere al di sopra della legge», dall'altra ovviamente il Movimento 5 Stelle. E il «Blog delle Stelle», l'organo ufficiale dei grillini, chiede alla Lega di «cacciare» il sindaco. Piccirillo è lo stesso che, nel giorno della condanna definitiva di Roberto Formigoni, aveva pubblicato una sorta di «vignetta» che raffigurava il governatore in costume intento a tuffarsi in una cella.

Viene evocata Tangentopoli, e la mente corre anche agli eccessi del giustizialismo. La coincidenza, peraltro, vuole che - a 31 anni dalla scomparsa di Enzo Tortora - i Radicali dell'associazione che porta il suo nome, domani si troveranno alle 11 davanti al Cimitero Monumentale per commemorare Tortora, grande protagonista della battaglia per la «giustizia giusta». Eppure il clima politico - a parte centrodestra e Radicali - non sembra improntato a un doveroso rispetto delle indagini e delle garanzie, prima fra tutte la presunzione d'innocenza. Troppo lontani certi ricordi, o troppo vicine le elezioni.

«A Legnano va fatta pulizia. È uno spettacolo vergognoso e triste» tuona Gregorio Mammì, altro 5 Stelle. «Prendiamo atto del fatto che il sistema dei partiti e le istituzioni sono inquinate. Il Movimento 5 Stelle è l'unica forza in grado di contrastare questa deriva» dichiara la senatrice Alessandra Riccardi. Ed è un profluvio di posizioni simili. Ma non sono solo i grillini. La sinistra comincia a eccitarsi al mattino presto. E martella su Legnano per tutto il giorno (ricollegandosi anche alla recente crisi politica della maggioranza legnanese). Per Franco Mirabelli «quella di Legnano è l'ennesima vicenda che dimostra come il centrodestra in Lombardia insista con pratiche spregiudicate e spesso illecite». E i vertici Pd fanno notare: «Avevamo da tempo chiesto l'azzeramento dell'amministrazione comunale a guida leghista». Anche i Verdi avvertono come «la corruzione in Lombardia, nonostante Mani pulite, sia ancora una vera e propria emergenza» e il senatore della Sinistra, Francesco Laforgia, vede «una gigantesca questione morale che tocca trasversalmente tutti i partiti» e invoca «un cambiamento radicale della classe politica».