La soluzione contro il traffico non è stangare scooter e gpl

La costruzione della linea blu manda nel caos Area C. Ora Sala studi un piano serio invece di estendere il ticket

Non è cambiato nulla. Qual è la soluzione per cercare di ridurre il traffico in città? Quale l'idea per mitigare i disagi dei cantieri della linea quattro della metropolitana che per i prossimi sei anni renderanno a dir poco complicata la viabilità in centro ma anche altrove? La risposta è quella di sempre: un bel giro di vite ad Area C a cominciare da febbraio, un nuovo salasso e nuovi divieti che metteranno nei guai soprattutto chi con auto e furgoni lavora e in centro non ci viene per far shopping.

Nelle previsioni del Comune le nuove più restrittive misure dovrebbero tagliare 7mila ingressi al giorno, che sono più o meno l'otto per cento in meno. La stretta riguarda un po' tutti ad eccezione dei veicoli elettrici, ibridi. I veicoli euro 3 diesel, per i quali adesso è previsto l'accesso solo per i residenti, dal 2017 avranno a disposizione 40 ingressi da usare entro il 15 ottobre. Da quella data non potranno più entrare. Per le auto euro 4 diesel (senza filtro anti-particolato) usati per il trasporto persone, il divieto di accesso partirà da febbraio 2017 con deroga esclusiva per residenti, forze dell'ordine, bus turistici fino al 15 ottobre 2018. Quanto ai veicoli euro 4 diesel (senza fap) per il trasporto di cose, il divieto di accesso all'area C scatterà a partire dal 15 ottobre 2017. Le nuove misure riguardano anche le auto Gpl e metano, fino a oggi esentate, e che invece pagheranno il ticket di ingresso a partire da febbraio 2017.

Perfetto. I cantieri della M4 era evidente che avrebbero portato difficoltà e, come aveva detto pochi giorni fa il sindaco Giuseppe Sala, «Il Comune doveva capire cosa fare...». Poi finalmente ha capito. E allora dal cilindro è saltata fuori la soluzione più «rivoluzionaria» che si poteva immaginare: stangare tutti a prescindere anche chi magari, poco tempo fa, ha speso una cifra per comprarsi un furgone o un'auto a Gpl o a metano convinto di non avere più problemi con la congestion charge. E invece no. Semaforo rosso anche per mezzi che in realtà non inquinano come ricorda un furibondo comunicato del Codacons all'assessore Marco Granelli: «Vedere amministrare la città da chi afferma che le auto di nuova generazione Euro 6 inquinano come le auto a metano è avvilente. Le auto a metano hanno una produzione di polveri sottili pari a zero. Milano è al primo posto in Italia per contravvenzioni e lui ne farebbe il doppio...».

Ma le sorprese non sono finite. Già perchè, senza pretendere da Palazzo Marino illuminate indicazioni per piani viabilistici alternativi, almeno forse servirebbe un po' di buonsenso. Il problema del traffico è un'emergenza e non tutti hanno la possibilità di muoversi in bici. Così il giro di vite su Area C potrebbe provocare un aumento del traffico motociclistico. E allora cosa s'inventa il Comune per favorire una delle possibili alternative alle auto? Dovrebbe promettere più posteggi, più agevolazioni a chi sceglierà di muoversi in moto o con lo scooter e invece annuncia per voce del suo assessore alla mobilità che (non subito ci mancherebbe) il prossimo step sarà il ticket anche per le due ruote: «Perchè- ha spiegato l'assessore- inquinano come le auto...». E allora, come diceva qualcuno che in politica ha fatto la storia di questo Paese, vuoi vedere che i cantieri della M4 per Palazzo Marino diventano una ghiotta opportunità per far quadrare un po' i conti? A pensar male si fa peccato, però...