Sos amianto in quattro scuole 1.400 bimbi devono traslocare

Una scelta che non si poteva più rinviare. Le ispezioni di Asl e Comune non hanno dato altra scelta: chiudere quattro scuole - tre elementari e una media - per consentire la bonifica dall'amianto, ritenuta ormai urgente. Da Palazzo Marino ci tengono a precisare che la presenza del materiale non è fuorilegge e dunque non ci sono stati danni per i bimbi in classe. Ma la situazione non si può più sottovalutare, interventi subito e trasloco degli alunni per il prossimo anno scolastico in sedi alternative, anche se è possibile che cambiare istituto diventi una disagio per molte famiglie. I numeri dei bambini coinvolti infatti non è indifferente, sono almeno 1.400. Le scuole coinvolte sono l'istituto comprensivo «Pezzani» di viale Puglie 4 - 309 bimbi divisi in quindici classi -, il comprensivo «Borsi» di via Viscontini 4, che conta 267 iscritti in undici classi, la scuola secondaria di primo grado «Cardarelli-Massaua» di via Strozzi 11 (con 387 alunni suddivisi in diciassette classi) e il plesso «Brocchi», al civico 5 di via Brocchi dove fino alla settimana scorsa hanno studiato 484 allievi divisi in venti classi.
L'amministrazione, sottolinea la nota del Comune, di concerto con la Asl ha deciso di intervenire «a titolo precauzionale» sui quattro istituti. «Nonostante le norme vigenti consentano di tenere aperti durante i lavori» il Comune però ha deciso di intervenire per affrontare e risolvere «alla radice un annoso problema». E una bonifica dall'amianto importante e in sicurezza non può essere eseguita in presenza di allievi, insegnanti e personale didattico. Nei prossimi giorni verranno fissate modalità e tempi dei lavori. Gli uffici scolastici sono invece già al lavoro per definire in tempi brevissimi le migliori soluzioni alternative per il prossimo anno di lezioni. Nella scelta delle nuove sedi (tra queste è già stato individuato l'istituto di via Cilea, recentemente ristrutturata) saranno coinvolti gli organi scolastici e le famiglie.
«Abbiamo fatto una scelta chiara - hanno dichiarato l'assessore ai Lavori Pubblici Carmela Rozza e quelo all'Educazione Francesco Cappelli -: tutelare in primo luogo la salute degli alunni, dei docenti e di tutto il personale impiegato nei quattro plessi. Sulla base di questo chiediamo un piccolo sacrificio a tutti. Consapevoli, però, che le opzioni che stiamo valutando per il regolare svolgimento dell'attività didattica nel prossimo anno scolastico ci sono e sono assolutamente soddisfacenti». Proprio ieri Palazzo marino ha lanciato una gara da 1,4 milioni di euro per la bonifica in vari istituti scolastici dove sono ancora presenti residui di eternit. A fine marzo era scattata un'inchiesta della Procura sull'amianto nelle materne e nei nidi di Milano. Dopo un'esposto dell'Osservatorio nazionale dell'amianto, i pm hanno affidato all'Asl una delega di indagine per capire quanto sia diffusa la sostanza negli asili e se i bimbi siano a rischio.

Commenti

fabio tincati

Sab, 15/06/2013 - 11:27

è una maniera per sprecare i soldi dei cittadini in lavori inutili ma fatti da ditte compiacenti.Prima si parte da un'informazione esatta:l'amianto o absesto può provocare una malattia professionale l'absestosi,poi si prosegue con una menzogna:per la salute và rimosso e bonificato.L'amianto si è usato fino agli anni 60 come isolante,ma è pericoloso maneggiarlo,come la lana di vetro e meno del cemento,non viverci insieme!La polvere è come aghi che si piantano negli alveoli polmonari provocando tubercolosi,ma se è dietro un muro o sotto un tetto è innocuo.Però lo smaltimento rende soldi e con la solita scusa della salute pubblica si fanno quattrini.