Spacciavano shaboo: in manette due filippini

I poliziotti di Lambrate: «La droga era stata nascosta sotto i cassetti con il nastro adesivo»

Gli investigatori del commissariato di Lambrate, diretti dal vicequestore aggiunto Anna Laruccia, hanno arrestato due filippini, spacciatori di shaboo che nascondevano la droga attaccandola con del nastro adesivo sotto dei cassetti.

Il primo filippino è stato arrestato lunedì sera in via Lippi (Città Studi) ed è un 27enne regolare e disoccupato; il suo connazionale è stato catturato martedì mattina alle 11 invia Boiardo (zona Turro). Si tratta di un clandestino 39enne con precedenti per spaccio, ex cuoco attualmente pure lui senza lavoro e che oltre alla lingua madre parla solo inglese.

Entrambi gli interventi sono iniziati durante alcune operazioni di controllo del territorio, seguendo dei filippini sospetti che si aggiravano nel quartiere, persone poi rivelatesi gli acquirenti di shaboo.

In sei mesi il commissariato di Lambrate ha effettuato oltre 30 arresti per spaccio di shaboo sia nel quartiere di Città Studi sia in zone più periferiche come Cascina Gobba e Cinisello Balsamo.

Lunedì sera gli agenti hanno notato e seguito un filippino di 49 anni trovando nel sottotetto di un palazzo in via Lippi l'appartamento del primo arrestato. Lo spacciatore 27enne aveva 100 euro in tasca, nel proprio monolocale nascondeva una cassaforte nella zona cucina dietro a dei pacchi di omogeneizzati. All'interno i poliziotti di Lambrate hanno trovato 740 euro, un'agenda con nominativi di acquirenti e alcuni grammi di shaboo. Altre dosi confezionate in bustine termosaldate erano attaccate sotto sedie e cassetti con del nastro adesivo nero. l secondo arrestato è stato trovato nel proprio appartamento martedì mattina, seguendo un acquirente, cioè un filippino 51enne regolare, facchino in una nota e prestigiosa catena di hotel, a Milano.

Lo spacciatore 39enne èstato trovato con 5 dosi di shaboo in mano e 100 euro addosso. In casa nascondeva una pistola, quasi 5 grammi di shaboo e 2840 euro in contanti. In casa c'era anche la sua convivente connazionale e disoccupata.

Lo spaccio di shaboo, come confermano questi arresti, viene effettuato in appartamenti previ accordi telefonici. In monolocali da 20 metri quadri o poco più viene installato un mini laboratorio per il confezionamento delledosi. C'è spesso anche una pistola che serve da deterrente in caso di acquirenti «disonesti». Spesso lo shaboo comprato viene fumato sul posto.

Commenti

risorgimento2015

Gio, 19/01/2017 - 15:53

Mi riallaccio a gli articoli della stessa pagina...Ghanesi magreb zingari filippini ....chi manca`alla lista...Avanti che ce` posto !