Stangata Irpef per altri 370mila

La stangata Irpef colpirà 735mila milanesi, circa 371mila in più del 2012 quando il tetto dell'esenzione a 33.500 euro di reddito lordi salvava dall'imposta (reintrodotta dalla giunta Pisapia) 735mila residenti su 957mila. In pratica, il 76,8 per cento dei contribuenti. Con la manovra approvata ieri in giunta dopo una seduta tenuta aperta da mattina a sera e sospesa dagli incontri dell'assessore al Bilancio Francesca Balzani con i capigruppo di maggioranza, i sindacati e i presidenti delle nove zone, gli esenti sono scesi al 38%: non pagheranno solo 363.518 milanesi. E soprattutto, dopo la protesta del centrodestra, dei confederali e mezza sinistra, per il pagamento dell'Irpef sono rispuntati gli scaglioni di reddito invece dell'addizionale secca allo 0,8% per tutti, ma la soglia dell'esenzione è rimasta ferma a 15mila euro, saranno colpiti dunque molti pensionati e categorie deboli. I capigruppo del centrosinistra sono convinti di poter lavorare in aula per alzare leggermente la soglia, ma è difficile che possa salire oltre i 17-18mila euro.
Come funzionerà. Esente dall'Irpef solo chi ha reddito sotto i 15mila euro, chi lo supera pagherà come oggi un'aliquota progressiva: dello 0,67% per i primi 15mila euro, dello 0,77% per la quota tra 15mila e 28mila, dello 0,78% da 28mila a 55mila, dello 0,79% da 55mila a 75mila e dello 0,8% solo oltre i 75mila euro. Nel Bilancio 2013 approvato ieri dalla giunta la revisione della delibera Irpef votata a maggio (quella dello 0,8 per tutti) «costa» 13 milioni di euro, gli incassi scendono da 192 a 179 milioni. Ma vengono compensati dal Comune aumentando ancora l'Imu sulla prima casa, in quella delibera era stata alzata dallo 0,4 allo 0,55% e ora passa allo 0,575%. Una follia aumentare ancora «virtualmente» una tassa che il governo ha ancellato? Se dovesse saltare il banco a Roma, per dirla brutalmente, i milanesi a dicembre si troverebbero a pagare una super-Imu. E il governo coprirà anche il nuovo «finto» aumento? La Balzani è «fiduciosa» che il premier Letta non farà mancare la copertura dell'imposta garantita ai Comuni, «è un impegno che si è preso con gli italiani prima che con l'Anci». Milano attendeva già 221 milioni e col nuovo ritocco ne aspetta dunque 234. E giorni fa la Balzani a Roma ha incassato la promessa ma non ancora i soldi, 38 milioni, di minori tagli al fondo di solidarietà. Il Bilancio non può essere ballerino, quindi per chiudere i conti ieri ha inserito un maggior dividendo Atm, dai 20 milioni del 2012 ai 55 per il 2013. «Sarà nostra priorità in fase di consiglio, appena arriveranno i soldi dal governo, restituire i fondi all'azienda» assicurano assessore e sindaco. Vai a ri-spiegare ai milanesi che gli aumenti dell'abbonamento ai mezzi non servirà ad aumentare il servizio a per pagare i lavori sulle strade o nelle scuole, o magari il mantenimento del nuovo campo rom di via Lombroso. Da giovedì prossimo inizierà la maratona del Bilancio nelle commissioni, i revisori dei Conti hanno chiesto quindici giorni per approvare la manovra quindi difficilmente arriverà in aula prima del 23 settembre.