Storia di Nando, "mullah dello sci"

In un libro le gesta della guida alpina che amava l'Afghanistan

Cominciamo dalla fine. Il 9 luglio 2014 la guida alpina Ferdinando (detto Nando) Rollando viene inghiottita dal ghiacciaio del Bianco. Con Nando, 52 anni, c'è Jassim Mazoun, 16 anni, l'allievo che stravedeva per il maestro. I corpi dei due sfortunati arrampicatori di montagne non sono ancora stati ritrovati. Nando, a differenza della maggior parte delle guide, era uomo marino: nato a Sestri Levante («lì, con la schiena al caldo di Portobello ho letto i libri necessari»), si fece grande sulle barche o lavorando la terra difficile sopra Vernazza. Poi si trasferì a Ollomont, Val d'Aosta. Il suo mestiere, oltre che architetto e fotografo, diventò quello di guida alpina. Amato e apprezzato, per la sapienza e il coraggio con cui affrontava i giganti di roccia (e le divinità che ospitano), Rollando venne chiamato dalla fondazione dell'Aga Khan per un progetto che riguardava l'Afghanistan. In quella terra devastata dalla guerra, poteva aiutare l'idea di costituire una realtà turistica impostata sugli sport della neve. E Nando parte. In poco tempo, verrà chiamato il «Mullah dello sci». Non si limitò a cercare piste buone e immaginare clienti facoltosi e coraggiosi che amino sciare sulla valle dove i talebani hanno distrutto le statue dei Budda. L'empatia nei confronti del popolo afgano lo portò a staccarsi dall'Aga Khan e a creare un progetto di alto valore come Alpistan. Non basato solo sullo sci, ma sulla messa in sicurezza di percorsi montani dove morivano centinaia di persone all'anno. Nando, diventato nome noto a Kabul e nelle valli più impervie della regione, trovò aiuti, fece conoscere nel mondo una strada diversa (di pace) per risolvere non tutti i problemi, ma qualcuno sì. Il «Mullah dello sci», l'avventuroso ligure che cavalcava le onde bianche della neve, incontrò in quel periodo, in Italia, il genovese Antonio Bettanini, che curava la comunicazione dell'allora ministro degli Esteri, Frattini. Ne nacque una forte amicizia. Bettanini ha curato il libro Il cielo di Kabul, che sarà presentato domani alla Libreria della Natura in via Maiocchi 11, alle 18.30. Con il curatore Bettanini, ci saranno il figlio di Nando, Ernesto, Livia Pomodoro (presidente Accademia Belle Arti di Brera) e Maurizio Garofalo.

Il libro, una lettura emozionante, è composto da note di diario, lettere, appunti e altro materiale di Rollando. In ogni pagina viene trasmesso l'amore che Nando provava per quella parte di mondo e la pena per non poter fare di più.