Uno straniero su cinque vive in Lombardia Almeno il 36 per cento di fede musulmana

Calati nell'ultimo anno i residenti stranieri nella regione. Non a Milano

Chiara Campo

Un quinto dei 5 milioni di residenti stranieri in Italia vive in Lombardia e il 38,9 per cento di questa vasta popolazione immigrata ha scelto Milano: 446.462 persone sul milione e 149mila sparsi sul territorio. Nel capoluogo si è registrato ancora un aumento rispetto al 2014 (dell'1,6%), in controtendenza rispetto al «bilancio» regionale degli arrivi che invece allo scorso 31 dicembre si è chiuso con il segno meno (la diminuzione si aggira intorno allo 0,3%). Ma Milano si conferma ancora attrattiva. Il Dossier Statistico Immigrazione 2016 realizzato dal centro studi e ricerche Idos e presentato ieri nella sede milanese della Cisl scatta una fotografia ampia del fenomeno. Intanto, risulta che gli immigrati siano il 13,9% della popolazione di Milano e provincia. Il 22% è minorenne, le donna battono di poco gli uomini (51,1%) e gl iscritti all'anagrafe dall'estero nel corso del 2015 sono stati quasi 20mila. Se la classifica delle presenze per area di provenienza viene guidata dal continente asiatico (30%) seguito da Europa (29,4%), Africa (21,4%) e America (19,2%) - e si contano solo 181 residenti dall'Oceania -, la suddivisione per comunità vede sul podio egiziani (11,7%), filippini (10,9%) e romeni (10,7%), solo quarti i cinesi (8%) e quinti i peruviani (7,4%).

Le scuole multicolor sono ormai un fenomeno consolidato. Gli studenti stranieri nell'anno scolastico 2015/16 sono stati 81.977, quasi il 15% del totale (la media nazionale è ferma al 9,2%). Tra i bambini con genitori non italiani, il 59% è nato già nel nostro Paese, percentuale che sale addirittura all'85,4% nelle scuole d'infanzia. Il Dossier riporta anche i dati Inail sul lavoro: gli occupati nati all'estero che hanno lavorato almeno un giorno nel corso del 2015 sono stati 378.137, il 55,4 per cento del dato regionale e i settori con la pi forte concentrazione di impiegati immigrati sono servizi (66,5%) e industria (17,6%). Volano vicino a quota 50mila le imprese a gestione straniera nella provincia, in aumento dell'8,3% rispetto al 2014 e addirittura del 33,9 rispetto al 2011. Oltre un'azienda su dieci (13,3%) ha un titolare straniero. C'è anche il dato delle rimasse in patria, la quota di denaro inviata dai cittadini stranieri nei Paesi d'origine è stata pari a 604.916 euro.

La ricerca dedica un focus al peso della popolazione straniera sull'Inps. Nel 2015 sono state corrisposte 8.488 pensioni a cittadini provenienti da Paesi extracomunitari (lo 0,3% del totale lombardo) e 59.228 pensioni assistenziali. L'età peraltro è ancora molto bassa se si tiene conto che gli over 65 sono il 2,8% e gli ultraottanenni lo 0,6% (sono 4.118 in tutta la regione), contro il 16,6% di occupati e il 34,9% di persone in piena età lavorativa (tra i 30 e 44 anni). «Oggi - denuncia il responsabile immigrazione Cisl Milano Maurizio Bove - ci sono 250mila stranieri dimenticati che vivono regolarmente a Milano, pagano le tasse e buona parte delle nostre pensioni. Chi perde il lavoro però perde il permesso di soggiorno, mentre chi desidera regolarizzalo per uscire dal sommerso non può farlo».

Chi viene e chi parte. Al 31 dicembre 2015 risultavano iscritti 422.556 lombardi all'Anagrafe degli italiani all'estero, con un aumento del 6,5% rispetto all'anno prima e la provincia di Milano guida con il 28,9% del totale regionale. Solo nel 2015 i nuovi iscritti lombardi sono stati 30.201 (i milanesi in fuga all'estero sono quasi il 30%).

Lievemente in calo (-0,3%) la componente islamica: il 36,1% degli stranieri in Lombardia è di fede musulmana, il 48% è costituito dalle varie confessioni cristiane, gli induisti il 4,1%, i buddisti il 2,8%.