«Sul mio taxi letterario offro una corsa con scrittore a bordo»

L'idea è così intelligente e originale che ci si chiede come mai nessuno ci abbia pensato prima: durante il tempo di una corsa in taxi, uno scrittore siede a fianco dell'autista e intrattiene il passeggero con un reading oppure si sottopone alle sue domande, proprio come in una presentazione classica da libreria. Sta per accadere a Milano, oggi, per la prima volta, con Libri in taxi. L'idea - che promuove la lettura ma anche un'imnagine più positiva del taxi - è di Sofia Corben (nella foto), pseudonimo della taxista che accompagnerà, da oggi alle 18, appuntamento in zona Brera scrittori e clienti in giro per Milano per un anno, uno al mese. A partire da Davide Bregola, autore di Tre allegri malfattori (Barbera): «Ho legato Bregola alla zona Garibaldi-Brera come legherò ogni autore a un territorio», ci spiega Sofia. «Il suo romanzo è la storia di tre disoccupati che si inventano la rapina del secolo per svoltare. Un libro fresco, ironico, perfetto per una zona creativa come questa, tra Armani e la Pinacoteca». Sofia, titolare di un blog di straordinario successo, psicotaxi.it, non vuole rivelare il suo nome e dice pochissimo di sé: «Ho 35 anni, sono nata e cresciuta a Milano, laureata in filosofia, faccio la taxista dal 2002. Preferisco non dire né come mi chiamo davvero, né licenza o targa. Milano è piena di matti, preferisco rimanere non reperibile: avere un blog e guidare il taxi crea suggestione, ma tanti poi cercano di risalire al mio indirizzo e mi scrivono cose inquietanti. E poi uno pseudonimo aiuta a scrivere meglio». Sul blog, Sofia racconta «confessioni» esistenziali, che sono molto piaciute agli internauti ma anche ai professionisti della scrittura, tanto che la Corben è stata invitata al prossimo Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia (24-28 aprile) per un incontro dal titolo Professione viaggiatrice. Per i prossimi incontri, ha in mente Marco Drago (Feltrinelli), Lucia Tilde Ingrosso (Kowalski), l'autrice per ragazzi Daniela Palumbo (Mondadori) e l'esordiente Wetwood, che scrive favole pulp: «Vorrei anche spostarmi dal centro alle periferie, magari con gli autori noir», genere di cui è appassionata. La formula di Libri in taxi prevede un approccio morbido: Sofia non ha la radio quindi, come ama dire, «raccoglie la gente in strada». Chi incontrerà il suo taxi in Brera e chiederà la corsa, verrà informato prima di salire che un autore gli presenterà il suo romanzo. E deciderà se accettare. In premio, avrà comunque la corsa, che Sofia ha deciso di offrire; il romanzo, invece, se vorrà, dovrà andare a cercarlo in libreria. «E' la sorte che crea i viaggiatori, sarà il destino a farci incontrare, visto che il taxi non ha la sigla. Per il futuro prevedo un'antologia con tutti gli autori che hanno partecipato. Autori di cui sono orgogliosa: me li sono scelti uno ad uno, perché sono buone penne. Su questo sono severa: certi scrittori, invece di tenerli accanto e suggerirli, li chiuderei nel bagagliaio». A questo punto, la domanda è d'obbligo: lascerebbe il taxi per fare la scrittrice?. «E chi non lo farebbe?».