Sul palcoscenico sfileranno per lui i ballerini cresciuti alla sua «corte»

In teatro grandi nomi dell'Est, con i passi di celebri balletti

Pamela Dell'Orto

A Milano la fama arrivò all'improvviso con «Romeo e Giulietta». Era il 1965. Quando Rudolf Nureyev debuttò sul palcoscenico della Scala, il pubblico impazzì, i giornali iniziarono a chiamarlo «Rudy», o il «tartaro volante». Il più grande ballerino di tutti i tempi, nato nel '38 su un vagone della Transiberiana e scomparso 24 anni fa a Parigi, era diventato il primo, l'unico divo del balletto che i milanesi avessero mai applaudito. Ora Milano gli rende omaggio con uno spettacolo che fa rivivere il mito del più grande innovatore della danza del Novecento.

Il «Gala di danza classica - Tributo a Rudolf Nureyev» porta sul palcoscenico del Teatro Manzoni (domani alle 20 e 45) uno spettacolo fatto di preziosi frammenti dei tanti balletti del repertorio classico che Nureyev riprodusse secondo il proprio personalissimo stile: fedele all'originale eppure così innovativo. Come per magia si alterneranno sul palco i passi più emozionanti de «Il Corsaro», il «Don Chisciotte», il «Il Lago dei Cigni», lo «Schiaccianoci», il passo a due di «Diana e Atteone», «Giselle» e molti altri.

A interpretarli, grandi nomi del balletto come Dinu Tamazlacaru, Viktor Ishchuk, Karina Shatkovskaia, Kukhar Kateryna, Skylkin Aleksandr, Rezart Stafa, Bianca Assad, Dorian Grori. Gli stessi che sono cresciuti alla corte di «Rudy», che non a caso fu anche un intelligente scopritore di nuovi talenti. Non tutti forse sanno che Nureyev ha saputo motivare alla passione per la danza e alla ricerca per la perfezione tecnica tante giovani promesse. Ora, arricchiti dal suo prezioso bagaglio artistico, fanno rivivere la sua ispirazione in questo spettacolo.

Già applaudito nei più prestigiosi teatri italiani, il «Gala di danza classica» torna a far parlare di questo eccelso danzatore, che con il suo incredibile carisma e un presenza scenica unica ha cambiato la storia del balletto: prima di lui puntava i riflettori solo sulle prime ballerine. Le sue coreografie hanno saputo infondere nuova linfa ai classici del repertorio, rivitalizzandoli con un perfetto equilibrio tra modernità e tradizione.

Chi non ha mai avuto la fortuna di vederlo danzare, domani potrà vivere un po' di quella magia che l'ha sempre accompagnato.