Sulle orme di Caravaggio tra santuari, ville e bresaole

Un insolito weekend lungo la Brebemi, alla riscoperta del vero autunno padano e di specialità inimitabili

La Brebemi, A35 in breve, porta il nome delle tre province che attraversa, Brescia, Bergamo e Milano. Taglia la pianura, valida alternativa alla spesso congestionata A4. Ma qui non si parla di problemi di circolazione, bensì di avventure del gusto. Così percorriamo la Brebemi, da Milano verso Brescia, deviando dove ci portano gola e curiosità. Ci avvolge la pianura lombarda d'autunno con i suoi colori particolari, tra filari di alberi che scappano verso l'orizzonte, paesi, corsi d'acqua, campanili. Cominciamo con uno spuntino alla panetteria/pasticceria Walter Valenti di Pozzuolo Martesana. Oltre al pane in tutte le sue declinazioni, ottime pizze, focacce, biscotti e torte.

Con una deviazione di qualche chilometro a nord, si può sperimentare una full immersion nell'universo carnivoro di Sergio Motta macellaio per tradizione familiare a Inzago e da qualche anno anche ristoratore poco più in là, a Bellinzago. Ogni anno a Inzago, nella seconda domenica di ottobre, si svolge, dal 1803 «la nosta festa», una sagra che non ha perso, come altre, la forza della tradizione che risale addirittura alla metà del Seicento. La passione di Sergio lo ha portato ad aprire un ristorante dove della carne si trova tutto, dalle frattaglie al bollito, dal filetto alle costate. La sua bresaola di punta d'anca è di rara intensità.

Inzago è la città delle 12 ville. A partire dal XV secolo, le famiglie milanesi cominciano a costruire le loro case di villeggiatura da queste parti. C'è un percorso, che si conclude a Villa Facheris, la più imponente, che si affaccia su Piazza Maggiore.

Dall'altra parte della A35, a sud, c'è Truccazzano, tipico borgo rurale del Parco dell'Adda Nord, dove troviamo una bella, classica osteria di pianura, Le Due Colonne. Nella bella stagione ci si accomoda nel dehors. Una grande affettatrice ci introduce nel mondo gustoso dei salumi, poi gli gnocchi di patate al ragù di cinghiale e mandorle tostate scaldano all'arrivo dei primi freddi.

Dopo tanta carne, cambiamo registro. Entrati nella provincia di Bergamo, ci fermiamo a Treviglio, al San Martino, una delle numerose oasi di mare nella campagna lombarda. Bistrot, enoteca, ristorante gourmet, una predilezione per il pesce ma non solo (splendida la tartare): capasanta alla milanese, composizione di marinate, omaggio a Mondrian e poi i gran plateau di crudo di mare.

Dopo tanta carne, lo spirito ha bisogno di ritemprarsi. Il Santuario di Santa Maria del Fonte a Caravaggio è stato edificato per testimoniare l'apparizione della Madonna alla giovane contadina Giannetta de' Vacchi il 26 maggio 1432. L'attuale tempio, che svetta imponente nella pianura (con la cupola arriva a 64 metri), è stato costruito, a partire dal 1575, su progetto di Pellegrino Tibaldi, detto il Pellegrini. Ha importanti contributi artistici sparsi nella struttura, ma rappresenta soprattutto uno straordinario luogo di fede e devozione mariana, per i lombardi e non solo. C'è anche un santuario di Caravaggio nel Rio Grande do Sul, in Brasile.

Di nuovo in marcia, oltrepassato il Serio, prima di arrivare all'Oglio, deviamo a nord, alla Cascina San Giorgio. Qui c'è un'azienda agricola interessante, che produce un Grana Padano a filiera corta, dove tutto il processo produttivo è in sede: dalla coltivazione del foraggio all'allevamento delle mucche nelle stalle di proprietà, alla produzione del latte e poi del formaggio nel caseificio interno. Stagionatura di almeno 16 mesi, colore giallo dorato, pasta compatta e granulosa, sapore equilibrato, pulito.

Ci sono borghi bellissimi lungo la A35. Chiari, ad esempio, con il suo centro storico dove non esistono strade parallele, ma tutte le vie si diramano a raggiera da piazza Zanardelli, centro e cuore urbanistico del paese, dove sorgono Duomo e (separata) torre campanaria. Una delle caratteristiche di Chiari è la presenza dei corsi d'acqua irrigui, le seriole.

Siamo ormai in provincia di Brescia. Chiudiamo il nostro viaggio tra Coccaglio e Rovato. Alla Macelleria Santa Croce, oltre ai salami prodotti in casa, ci sono anche piatti pronti tra cui la gallina lessa e il manzo di Rovato all'olio, ghiotte specialità bresciane. E a Rovato il pastificio Valdigrano produce pasta di qualità da semola di grano duro Kronos al 100 per cento, ad alto contenuto di proteine e glutine. Anche una gran pasta testimonia la ricchezza della pianura lombarda.