Swing e mondeghili rianimano l'ex fabbricone

Sembra incredibile ma proprio nell'anno più internazionale della città, la tradizione meneghina torna prorompente e fa breccia anche tra i giovani. «Spirit de Milàn» è appunto il nome di una brillante iniziativa nata quest'estate in un suggestivo sito di archeologia industriale, alla Bovisa. Il luogo è nelle storiche Cristallerie Livellara dove dagli anni Sessanta si producevano casalinghi secondo la tradizione artigianale di Murano. All'interno della corte dei fabbriconi di testoriana memoria, il designer Luca Locatelli ha creato un'oasi di ritrovo che riporta alla memoria la Milano degli anni Trenta, a metà tra la balera e la vecchia cascina. L'atmosfera vintage è scandita dalle orchestre di swing che animano le coppie sulla pista da ballo; in un'altra aia, due file di tavoloni con le tovaglie a quadrettini e le cameriere che (udite, udite) in perfetto dialetto milanese elencano agli avventori un menù composto da nervetti, mondeghili, minestrùn e tanta barbera. «L'idea è nata sulla scia del successo di un'altra mia iniziativa che, negli anni scorsi, ha riportato di moda il ballo swing. Nella sala della Pelota abbiamo ospitato fino a 3.500 persone in un weekend». L'incontro tra Locatelli e Gianluigi Livellara, alla terza generazione della famiglia, ha fatto il resto. Anche perchè ormai, del vecchio fabbricone, restava attivo soltanto uno showroom. Ma le Cristallerie, miracolosamente salvatesi dalla speculazione edilizia, continuavano a sprigionare il fascino di una Milano operaia che non c'è più. Un sapiente gioco di luci allestito dalla società Klaxon di Locatelli hanno reso l'ambiente ancora più suggestivo. Sul palco a ridosso della pista da ballo, oltre allo swing, si alternano chansonnier che ripropongono il vecchio e quasi dimenticato repertorio di canzoni milanesi. Quasi ogni sera, lo Spirit de Milàn anima circa 500 persone tra cui anche nonni e nipotini; in questi giorni si esibisce, tra storie e poesie, l'attore milanese Marino Zerbin. Il 23 settembre, salirà sul palco il cabarettista Franco Visentin, celebre spalla di Walter Valdi nell'era del «Derby». «Quest'iniziativa fa parte di un progetto che ho ribattezzato “Orgoglio Milano“ - dice Locatelli - di cui ha fatto parte anche il “Tram di luce“ e l'idea di riportare il “rattìn“ in Galleria Vittorio Emanuele. Vogliamo salvare le cose belle della nostra storia e sfatare la sensazione che, in una città ormai cosmopolita, i milanesi quasi si vergognino di esserlo...».