Tangenti nella sanità: la Cassazione annulla l'arresto di Guarischi

Già a processo, allo stesso tempo sotto inchiesta, e attualmente detenuto in cella. Ma una buona notizia arriva per l'ex consigliere regionale Gianluca Guarischi, finito nei guai per una storia di presunte tangenti legate alla sanità. Ieri, infatti, la Cassazione ha annullato (anche se con rinvio) la misura di custodia cautelare in carcere con cui Guarischi era stato arrestato nel marzo scorso, e nella quale veniva accusato di essere «in stretto collegamento con i vertici della Regione Lombardia e con alcuni dirigenti di aziende ospedaliere», e di operare «in qualità di intermediario nei rapporti» tra gli imprenditori «e i pubblici ufficiali». Pubblici ufficiali di cui non veniva specificata l'identità, così come non lo era nel capo di imputazione firmato dalla Procura. E anche su questo èuntava il ricorso dei dei difensori dell'ex consigliere, gli avvocati Enrico Giarda e Michele Apicella, accolto dalla suprema Corte.
I legali - come già fatto prima con il collegio giudicante, poi con il tribunale del Riesame - hanno infatti sostenuto l'anomalia e l'irregolarità della carcerazione di Guarischi, detenuto da otto mesi con un processo in corso e un'inchiesta «gemella» ancora aperta (e nella quale è indagato anche l'ex governatore lombardo Roberto Formigmoni per corruzione e turbativa d'asta) su altri appalti nella sanità e sui pubblici ufficiali che sarebbero stati corrotti attraverso la sua presunta opera di intermediazione. Dunque, Guarischi libero? No, l'ex politico resta in carcere. E ci resterà fino a metà dicembre, quando scadranno i termini di custodia cautelare, a meno che - ipotesi piuttosto improbabile, considerato che la decisione della Cassazione è arrivata a fine novembre - il Riesame non si pronunci prima per la sua liberazione.
L'ex consigliere (già condannato a 5 anni di reclusione per gli appalti post-alluvione in Valtellina), sarebbe stato «in stretto collegamento con i vertici della Regione Lombardia - è scritto nell'ordinanza firmata dal gip Fabio Antezza - con alcuni dirigenti di aziende ospedaliere» e avrebbe agito in «qualità di intermediario nei rapporti» tra gli imprenditori «e i pubblici ufficiali». Guarischi, dunque, è indagato per corruzione in concorso con dirigenti dell'azienda ospedaliera di Cremona, dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, e «con pubblici ufficiali dell'assessorato alla Sanità della Regione Lombardia e della giunta». Figure ancora nell'ombra, e su cui stanno stanno indagando i pubblici ministeri, che hanno però già messo sotto inchiesta l'ex direttore generale della Sanità lombarda, Carlo Lucchina.
E poi, in uno stralcio dell'indagine, la Procura sta indagando sui rapporti tra Guarischi e Formigoni. All'allora presidente della Regione, il faccendiere avrebbe offerto viaggi e vacanze pagandoli con le mazzette ricevute dagli imprenditori e attraverso la società «Guarischi consulting». Denaro speso in aerei, elicotteri e barche per andare in Croazia, a Sankt Moritz, in Sardegna, in Valtellina tra il 2009 e l'estate del 2012, quando l'ex governatore era già indagato per un'altra storia di presunte mazzette, questa volta legate alla fondazione Maugeri.