Il Tar «assolve» Area C, il ministro frena

Il Tar salva Area C ma il ministro all'Ambiente Corrado Clini sostiene che non basti. Nella stessa giornata il ticket per entrare in centro viene giudicato «legittimo» dalla giustizia e «poco utile» dalla politica.
Ieri il tribunale amministrativo della Lombardia ha respinto il ricorso con cui Mediolanum Parking chiedeva di sospendere la delibera bis. Di fatto i giudici hanno difeso il piano con cui a settembre la giunta Pisapia ha corretto le regole della sperimentazione di Area C dopo la sospensione del provvedimento voluto dal Consiglio di Stato. L'escamotage burocratico di Palazzo Marino è riuscito ed ha passato anche l'esame del Tar.
Le telecamere quindi restano accese, almeno fino alla metà di novembre quando arriverà la sentenza più temuta: quella che giudicherà la validità della prima sperimentazione.
«Siamo soddisfatti perché convinti di aver agito in maniera corretta» commenta l'assessore comunale alla Mobilità e Ambiente Pierfrancesco Maran, sottolineando che «Area C, provvedimento nato anche dai referendum ambientali, continua a dimostrarsi strumento utile per ridurre il traffico in città e rendere Milano più vivibile ed efficiente: ora guardiamo con fiducia alla udienza per la trattazione del merito».
Non la pensa allo stesso modo il ministro all'Ambiente Clini che ammette sì che area C «è utile per migliorare la qualità della vita» ma ne riconosce i limiti: «Non basta a ridurre l'inquinamento perché ci sono altre fonti che lo producono. Questa misura va integrata con soluzioni di più ampio respiro, attraverso un coordinamento delle amministrazioni locali». In sostanza Clini vede la contraddizione tra un centro città a traffico limitato e circonvallazioni e tangenziali in cui si procede a passo d'uomo nelle ore di punta e in cui lo smog sale alle stelle. «È vero - ammette Maran - Area C va integrata con soluzioni di più ampio respiro».
A prendere le difese del Comune scende in campo il Codacons che chiede le dimissioni del ministro «per coerenza». «Le misure anti smog sovraregionali devono essere iniziativa del ministero». Il sindaco Giuliano Pisapia, solleticato dalla provocazione di Clini, ammette anche i limiti delle domeniche a piedi: «Sappiamo che incidono in maniera limitata sullo smog ma sono un modo per incoraggiare l'utilizzo di bici, mezzi pubblici e alternativi all'auto». L'esigenza di un coordinamento che vada oltre le singole iniziative di Comune, Provincia e Regione è comunque sentita da tutte le istituzioni. Al tavolo sulla qualità dell'aria chiede inoltre di sedere anche la Camera di Commercio. Dal canto della Regione, il presidente Roberto Formigoni chiede che l'Unione europea riconosca «la criticità della macro area padana e destini fondi per la lotta all'inquinamento». Inoltre, ribadisce Formigoni, serve «un piano d'aria nazionale».
Il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà chiede invece che per alleggerire il traffico vengano «allungate e non raddoppiate le linee del metrò. Solo così possiamo spostare fuori dalla città i nodi di interscambio».

Commenti
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Limapapa02

Mar, 09/10/2012 - 21:41

Leggendo tutti i commenti delle parti, ne emerge un quadro desolante = CASINO totale, dove tutti sono autorizzati a dire tutto e il contrario di tutto! Chi ne va di mezzo è solamente il cittadino di Milano, che paga l'inefficienza di tutti, sommando Area C, costo orario parcheggi, servizi pubblici non adeguati, se non addirittura pericolosi! Ma ai geni che dovrebbero agire in maniera razionale e concreta, non interessa tutto ciò e continuano a tirare l'acqua ai loro mulini, senza logica e coordinamento...tanto loro comunque circolano!