«Tav, se perdiamo il treno Milano rischia la serie B»

Sala e il sindaco di Lione fanno asse contro il governo Anche commercianti e industriali milanesi si ribellano

Chiara Campo

«Milano non ci sta». Beppe Sala fa asse con il sindaco di Lione Gerard Collomb per ribadire che la Tav «va fatta e la scusa dei costi-benefici è penosa, con un'analisi del genere non avremmo fatto neanche l'Autostrada del Sole. L'atteggiamento del governo che continua a rinviare è deludentissimo, con la crescita allo 0,2% siamo già fanalino di coda, rischiamo di finire nella serie B europea. E Milano vuole rimanere in serie A e lottare per lo scudetto». Sala e Collomb sono fianco a fianco a Palazzo Marino per lanciare da Milano «un atto di opposizione» al governo che blocca l'Alta velocità Torino-Lione. E «bisogna togliere l'idea che si stia parlando solo di questo - insiste Sala -, la Tav sarà la direttrice per arrivare in 4 ore e mezza a Parigi, per velocizzare i collegamenti con Barcellona, verso la via della Seta, l'Africa. É impensabile perdere questa opportunità». Critica l'analisi («penosa, 5 membri su 6 della commissione si erano già dichiarati in precedenza contro l'opera») e avverte il governo che rinunciare ai fondi già stanziati dall'Ue «ci farebbe perdere di credibilità quando andremo a chiederli per altri progetti, ricordo che il bilancio europeo 2021/27 è enorme». Anche Collomb contesta l'analisi («inesatta, sottovaluta la capacità di crescita favorita dalla mobilità») e ribatte al ministro M5S Danilo Toninelli che aveva dichiarato «chi se ne frega di andare a Lione»: «Lo invito a visitarla, è molto bella, ma se non vuole venire a Lione grazie alla Tav potrà andare molto più rapidamente anche a Parigi o Barcellona. E per competere commercialmente con Cina e Usa l'Europa non ha bisogno di isolazionismi». I due sindaci chiedono a Lega e M5S di «non sacrificare la Tav sull'altare delle elezioni Ue» ma a «ragionare a lungo termine». E Sala chiede di scordare la scadenza elettorale anche al ministro dell'Economia Giovanni Tria: «Sia più coraggioso nella costruzione della prossima Finanziaria, se non cambieranno le regole avremo una patrimoniale o l'aumento dell'Iva al 25%».

In platea c'è la Milano che produce e non vuole perdere il «treno», leggi la Tav e lo sviluppo che ne consegue. Per il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli «le inefficienze logistiche fanno perdere al nostro Paese ogni anno circa 34 miliardi di euro di Pil. Abbiamo, invece, bisogno urgentemente di più crescita, più investimenti e più infrastrutture. La Tav ha un grande valore per il nostro territorio». Anche il presidente di Assolombarda Carlo Bonomi sottolinea che «non si può rinunciare alla Tav e ai rapporti storici tra Italia e Francia. Abbiamo appena avuto i numeri dell'Industria (i dati Istat sul fatturato, ndr.) che avrebbero dovuto allarmare tutto il governo, e invece si sta parlando d'altro. Abbiamo bisogno di invertire i dati negativi che stanno arrivando ogni giorno». Ridiscutere sulla Tav, si unisce il presidente di Assimpredil Marco Dettori, «significa perdere tempo, ridurre la questione a dibattito politico e del consenso senza restituire attenzione ai territori. Se proprio ci devono pensare, lo facciano molto in fretta».