Taxi vs Uber: al Fuori Salone vincono tutti

Chi pensava di assistere a un inasprimento della polemica nei confronti di Uber rimarrà deluso

A pochi giorni dall’inizio della Design Fashion Week siamo andati a sondare l’umore dei taxisti in Porta Genova, il luogo da cui transitano tutti per raggiungere via Tortona, il cuore della movida targata Fuori Salone. Chi pensava di assistere a un inasprimento della polemica nei confronti di Uber rimarrà deluso. “Car sharing e Uber ci tolgono un po’ di lavoro, però non è un problema. Sono ancora troppo pochi per fare un confronto”, ci racconta un taxista in attesa di un cliente, “noi abbiamo circa 5500 macchine a disposizione, Uber non so se arriva a 300”.

Ai giovani tra i 25 e i 30 anni, specialmente quelli stranieri, piace molto utilizzare la nuova applicazione: “Fa figo”, ci confessa, “ma alla fine i taxi sono molti di più e quindi vengono utilizzati da tutti. Sono più conosciuti, più sicuri, esistono da una vita”. Ma quali sono le abitudini dei frequentatori del Fuori Salone? Se durante il giorno, in molti ci dicono di preferire i mezzi pubblici o la propria automobile, la sera, dopo le feste e tanta birra, il vecchio e caro taxi torna di moda. Chi ha lavorato nella notte tra martedì e mercoledì, ci conferma questa tendenza: ”Durante il giorno ci capita di aspettare anche 15 minuti, ma la sera abbiamo dei momenti di picco grazie a questo grande evento”.

Se il Fuori Salone è il momento in cui emergono tutte le nuove tendenze milanesi, Uber sembra dunque non essere una di queste. Per capire perché, abbiamo provato ad utilizzare l’applicazione per muoverci in città. Registrazione veloce con carta di credito, macchina subito disponibile. Qui però la prima sorpresa: tempo di attesa 18 minuti. In realtà l’autista ce ne mette almeno venti a raggiungerci in piazza Cordusio e appena saliti in macchina ci rimprovera per avergli fatto attraversare una zona a traffico limitato: loro, al contrario dei normali taxi, non hanno l’autorizzazione. Lungo il tragitto verso Porta Genova, ne approfittiamo per fare due chiacchiere. “Su 40 corse in due giorni siete i primi italiani”, ci racconta, “gli stranieri venuti per il Fuori Salone chiamano spesso: ho trasportato americani, finlandesi, sudafricani”. Il nostro autista lavora solo con Uber: “In questa settimana tiro su 100 euro al giorno, è il mestiere più dignitoso che ho trovato, funziona alla grande”. In 15 minuti arriviamo a destinazione, prezzo della corsa 5 euro. A pochi metri i taxi continuano a lavorare. Sembra quindi che il Fuori Salone accontenti tutti: per il prossimo round appuntamento ad Expo.