Teoria e pratica della seduzione: a lezione per conquistare le ragazze

Per cominciare a fare esercizio si può tentare con le HB6. Quando ci si sarà impratichiti si potrà passare ai livelli superiori. Fino alle HB9, come le showgirl, e alle HB10, le modelle. Le ragazze, le donne, quella fetta di umanità che appartiene al genere femminile non vengono chiamate in nessun altro modo se non con questa classificazione. La terminologia è fondamentale per comprendere ciò che insegnano nei corsi di «PuaTraining», dove con seminari teorici e pratici si addestrano aspiranti latin lover all'arte del cuccare. O, come preferiscono dire i coach, della seduzione.

Deve funzionare, se oltre 30 maschi – diversi per età e vissuto – sono disposti a passare una domenica pomeriggio chiusi in una sala congressi a Milano per ascoltare i segreti di un universo femminile altrimenti inaccessibile. E a pagare, anche. I prezzi variano dai 600 euro del bootcamp - weekend in cui si alternano teoria e «street game», la prova pratica di abbordaggio per strada – fino ai 2mila euro della settimana completa. Durante la quale si affrontano tanti temi: dalla psicologia femminile all' «inner game» (il primo approccio), dal «day-one» (primo appuntamento), alla «sexual escalation». Fino all' «F-closing», dove F sta per l'inglese «fuck». L'obiettivo insomma è quello, «f-chiudere», come dicono nel loro gergo. Non a caso il corteggiamento lo chiamano «game»: come un videogioco, con ostacoli da superare (gli strani comportamenti di lei) per raggiungere l'ultimo livello. Il primo passo è «aprire», cioè approcciare, quante più ragazze possibili. Almeno 15-20 al giorno. In metropolitana, per strada, nei locali la sera (in questo caso più di una, spostandosi da un punto all'altro per gestire le varie «aperture»). Solo così si acquista sicurezza, dice Christian, 27enne ex allievo «di successo», oggi uno dei due coach del seminario. Oppure è la legge dei grandi numeri: tenta e ritenta, prima o poi una che ci sta la trovi.

Per conoscere la verità rivelata da Christian e Steve, l'altro insegnante- guru, sono venuti da Bologna, Torino, Venezia, Roma. Qualcuno addirittura in aereo da Berlino. Sbagliato pensare che siano persone con problemi: sembrano ragazzi normali. Roberto, 33enne tecnico di laboratorio, ammette: «So che non c'è una formula magica, seguo i corsi per fare un lavoro su me stesso. Le mie storie erano tutte uguali: la donna tendeva a comandare, a controllare». Andrea, 25 anni, studente di Scienze politiche, ora ha «più o meno una ragazza, ma è una situazione indefinita, voglio capire di più il mondo femminile». Per ogni problema ci sono soluzioni ad hoc: cuccare è una scienza esatta, di cui le donne sono inconsapevoli oggetti. E per la quale «bisogna investire su se stessi», anzitutto a livello estetico. Fioriscono statistiche: «6 donne su 10 preferiscono l'uomo peloso. Ma tra le HB9 e le HB10 va di più quello depilato».

Interessante la parte dedicata alla LTR, long term relation, relazione un po' più lunga. Nemmeno tanto: Christian mi racconta di averne una da dicembre. Poco più di due mesi. Il segreto qui, comunque, pare sia la «capacità di farla soffrire», di dare alla HB di turno «il bastone e la carota». Perché «se la fai soffrire e poi la ricompensi hai una leva di manovra», spiega Christian, che fornisce esempi concreti da lui sperimentati e rivelatisi «funzionanti». Bisogna «essere un virus, entrare nel suo cervello e poi farla deragliare come un treno». Poi cede la parola a Steve per la seconda parte del seminario, dedicata al «chat game», corteggiamento via chat. Steve, che nella vita fa anche l'attore e infatti la sua lezione somiglia a una recita, proietta una scena del film “Proposta indecente” (oltre la metà degli studenti non lo conosce, e poi vi chiedete perché una donna non esce con voi): è un invito ad avere coraggio, «uscire dalla propria comfort zone, sfidare i propri limiti». Poi ecco i trucchetti: se non si è abili nella «transizione» (cioè cogliere ciò che lei dice per proseguire la chiacchierata, quello che in italiano si chiama «comprendere il proprio interlocutore»), prepararsi delle parole chiave da cui attingere, dopo aver osservato la foto del profilo di lei online. Le piace il mare? Evocare concetti come libertà e natura. Ha una pettinatura strana? Scommettere che è originale e creativa. Porta i capelli raccolti? Plaudere al suo essere «una ragazza semplice ». Argomenti vietati: politica, religione e motori. Di tanto in tanto ricordarsi di fare il «cap», «commento acido programmato»: serve a non farle montare la testa, è la versione web del bastone e carota. Donne, siete avvisate.