Tre giornate alla scoperta del futuro

Lavatrici che si ordinano da sole le ricariche e auto che imparano la strada: in mostra oggetti intelligenti

Simone Finotti

Qualche anno fa si pensava che il top per una lavatrice fosse assicurare un bucato perfetto in pochi minuti, silenziosamente e senza spreco d'acqua e detersivo. O un paio di occhiali che regali una vista impeccabile. Finché un giorno, complice la rete, qualcuno pensò di far dialogare gli oggetti fra loro. Era nato l'Internet delle cose: lavatrici che si ordinano da sole le ricariche, occhiali capaci di guidare un operaio nelle manutenzioni, frigoriferi che preparano la lista della spesa. Case e supermercati intelligenti, auto che imparano la strada, lampadine smart, attrezzature sportive che aiutano nel training, musei che suggeriscono i percorsi, macchine per la pulizia autonome, etichette parlanti, abiti con tag Rfid, robot collaborativi. E se l'inizio fu timido, oggi le applicazioni sono esplose in tutti i campi, inclusi trasporti, food, big data e biomedicale.

Per rendersene conto basta un giro al «Technology Hub», da martedì a giovedì a Fieramilanocity. Un tuffo nei laboratori dove si progetta il futuro. Con l'aiuto di 150 aziende, 9 aree dimostrative, 11 iniziative speciali e 89 tra workshop e convegni. Non si parla solo dell'Internet of things, che presto rappresenterà una buona fetta dell'economia mondiale con 50 miliardi di connessioni tra oggetti. Ci sarà spazio anche per nuovi materiali, produzione digitale, droni. Sul fronte dei nanomateriali innovativi, da vedere le incredibili proprietà del grafene, 200 volte più resistente dell'acciaio ma trasparente, flessibile e ottimo elettroconduttore, adatto per innumerevoli applicazioni, da caschi e cavi elettrici a racchette da tennis e pannelli fotovoltaici superperformanti. Lavori in corso anche nel settore medicale e la riabilitazione. Come il braccio robotico Mitsubishi Pa-10, impiegato su pazienti neurologici. O il progetto Glassense: in apparenza un normale paio d'occhiali, in realtà device che funge da «lente acustica» per chi ha disturbi uditivi. O ancora, «prove tecniche» di odontoiatria digitale. A beneficiare delle ultime novità saranno anche i comparti di arredo, moda, entertainment. Le potenzialità della stampa in 3D nel design sono illimitate e già si parla di artigianato digitale. Senza contare l'edilizia, l'architettura, i beni culturali, l'ambiente e la sicurezza. E tutto l'universo della realtà virtuale, aumentata e delle app.