Per tre giorni Bergamo diventa il ristorante con più stelle d'Italia

Parte sabato GourmArte, la kermesse dove con 15 euro si mangiano piatti dei cuochi top

Tre giorni di GourmArte, da sabato a lunedì quando Bergamo ospiterà il ristorante «più stellato» d'Italia e alcuni tra i migliori produttori delle nostre eccellenze enogastronomiche. Il tutto a prezzi da sagra di paese visto che con soli 15 euro si avrà diritto al piatto salato di un top chef più un calice di vino a scelta e con appena 10 euro a un piatto dolce e sempre una calice. Bicchieri notevoli da un'accurata selezione dei Consorzi Franciacorta, Lugana e Valtellina fatta dai sommelier di Ais Lombardia.

Le firme ai fornelli sono quelle prestigiose più volte battezzate dalle guide gastronomiche che anche quest'anno si ritroveranno alla Fiera di Bergamo per un appuntamento come GourmArte che si accinge a diventare un classico. Affacciati su otto cucine a vista dove ogni giorno si alternano altrettanti chef, i visitatori potranno così assaggiare le creazioni dei fratelli Cerea del ristorante Da Vittorio (Bg, tre stelle), di Enrico Bartolini del Mudec (Mi, due stelle), di Alessandro Negrini e Fabio Pisani del Luogo di Aimo e Nadia (Mi, due stelle), di Philippe Leveillé de Miramonti l'Altro (Bs, due stelle), di Claudio Sadler dell'omonimo ristorante (Mi, due stelle) e di tanti altri nomi di prestigio della cucina italiana come Roberto Conti di Trussardi alla Scala..

«Ma GourmArte - spiegano gli organizzatori - significa anche affrontare un autentico viaggio alla scoperta delle prelibatezze gourmet di tutto il territorio italiano, assaggiando le tipicità di ogni stagione, ma soprattutto quelle peculiari del Natale». Dieci euro il biglietto d'ingresso se acquistato tramite pre registrazione online che daranno accesso alla degustazione di una nutrita serie di prodotti accuratamente selezionati da una commissione di esperti guidata dal giornalista e critico Elio Ghisalberti (l'ideatore della kermesse) e offerti in degustazione libera a tutti i visitatori. Tra gli stand il «Caviale Calvisius» di Calvisano (Bs) che vanta il più grande allevamento di storioni d'Europa, la tartare di Bue Piemontese, lo «Storico Ribelle» (nuovo nome del Bitto Storico) proclamato presidio slow food, il Roccolo Valtaleggio, l'olio extravergine dei laghi Lombardi e quello pugliese della Masseria Pezze Galere (Br), azienda fondata nel 1859 con ben 26 ettari di piantagione intensiva e più di 3mila piante. E poi la rinomata «Borroeula» - pasta di salame da spalmare - di Carlo Casati (Lc), la n'duja calabrese, i tanti dolci natalizi a partire dal Panettone con fragoline e cioccolato bianco della Pasticceria Adriano di Bergamo, per proseguire con il caffè alla nocciola di Caffè Diego (Bs), le confetture, il miele, i distillati, o i prodotti biologici e per vegani come il succo di mela e maca di Nutracentis (Bg). Tra i vini Franciacorta, Moscato d'Asti, Sforzato, Chianti classico, Scanzo e Passito di Pantelleria. Degustazioni guidate, show cooking ed esclusivo food shop: sabato e domenica dalle 10 alle 22, lunedì fino alle 18.

Commenti

giovauriem

Mer, 23/11/2016 - 09:52

che cucinano la polenta alle vongole vietnamite di chioggia ?

Ritratto di Giano

Giano

Mer, 23/11/2016 - 12:11

Bei tempi quando non c'erano le stelle e si andava in trattoria. Oggi il mondo è dei cuochi, comici e trans. Arrangiatevi.

Ritratto di Giano

Giano

Mer, 23/11/2016 - 14:14

Ho appena sentito al TG1, in coda alle notizie di sport, che esiste anche una "Nazionale cuochi". Poi forse faranno anche la "Nazionale lavapiatti", la nazionale portinai, quella dei fruttivendoli, dei posteggiatori abusivi etc. E volete che non facciano la "Nazionale migranti"? Ceeerrtooo che la faranno. Diamo tempo al tempo.