Tre milanesi sfidano il Sahara nella Maratona delle sabbie

Una corsa in autonomia di 255 km divisi in sei tappe L'organizzatore, 66 anni, in gara per la 30ª volta

Immaginate di correre nel deserto del Sahara per sette giorni la bellezza di 255 chilometri, portandovi nello zaino il cibo e lo stretto necessario per sopravvivere. Intraprendere questa avventura una sola volta può sembrarvi già un'impresa? Paolo Zubani, sessantaseienne milanese e organizzatore della «Marathon des Sables» per l'Italia, da trentanni continua questa esperienza «mistica»: «Ogni volta che sono nel deserto è sempre un'esperienza fantastica esordisce -. Il Sahara mi è entrato nel cuore. Quando sei lì a correre hai di fronte dei paesaggi desertici unici, che rimangono impressi dentro di te, e ti regalano emozioni indescrivibili».

Nel lontano 1989 il corridore meneghino scopre la maratona per pure caso: «Una notte la mia ex moglie seguendo un programma tv me l'ha fatta notare: la sfida mi incuriosì immediatamente e decisi di parteciparvi». La prima volta non fu una passeggiata: «Fu un vero trauma: eravamo un gruppo di dieci italiani, e siccome non ci eravamo informati e non sapevamo nulla della gara, siamo andati completamente allo sbaraglio. Abbiamo sbagliato a fare lo zaino: il mio pesava 13 chilogrammi ed era pieno di cose inutili. Gli alimenti che avevo portato non andavano bene e per tutta la gara non ho mangiato quasi nulla. Sono andato avanti per una settimana senza cibo. E alla fine del percorso, come se non bastasse, sono arrivato con le ginocchia infiammate. Penso di essermi anche lesionato due menischi perché negli anni successivi mi sono dovuto operare».

Per la Marathon des Sables i partecipanti partiranno dall'Italia il 2 aprile (e torneranno il 15), mentre la gara si svolgerà dal 7 al 13 e sarà divisa in 6 tappe (di cui una sarà una maratona, mentre un'altra un «tappone» da 89 km). Oltre a Zubani ci saranno altri due milanesi, mentre gli italiani in totale saranno 25. Antonio Alongi, due anni fa, arrivò dodicesimo in assoluto e primo tra gli azzurri: «Punto ad entrare nella top ten racconta -. L'obiettivo è fare bene la gara e arrivare a ridosso delle prime posizioni assolute. Avendola già affrontata, so a cosa vado incontro e non ho paura di niente». Il 33enne, che da 10 anni vive a Milano e lavora come macchinista nelle Ferrovie, sa come prepararsi: «Non devi allenarti solo negli ultimi mesi: questa competizione è molto dura e per questo richiede una preparazione costante, che dura tutto l'anno».

Per Frederic Borrelli, invece, si tratta dell'esordio: «Mi affascina l'adrenalina dell'imprevisto conclude il parrucchiere classe'81 di origini francesi, ma che dal 2003 vive sotto la Madonnina -. Ho sempre gareggiato nel triathlon, o negli ultra trail, ma un'esperienza così è unica: inoltre sarà stupendo stare in mezzo al deserto e riconciliarsi con la natura.

Commenti

baronemanfredri...

Lun, 01/04/2019 - 19:50

VISTO CHE CI SIETE PORTATEVI TUTTI I MUSSULMANI DI MILANO E PROVINCIA ED ANCHE VISTO CHE CI SIETE PASSATE DA ROMA E PORTATEVI ANCHE DON CICCIUZZU