Treni, assedio vandalico Sedili divelti, vetri rotti e graffiti per 1,5 milioni

Non calano i danni causati dagli imbrattatori E in 5 mesi rubate già 577 tendine parasole

Solo per cancellare i graffiti, Trenord ha speso 1,4 milioni di euro nel 2018 e già 720mila euro nei primi 5 mesi del 2019.

È uno dei numeri contenuti nel bilancio di sostenibilità dell'azienda che gestisce il servizio ferroviario regionale e locale in Lombardia. Numeri impressionanti, come impressionanti sono le azioni dei vandali ai danni della flotta messa ogni giorni sui binari nella regione italiana che più usa il Treno (803mila passeggeri al giorno). Quello dei vandali è un assalto quotidiano, incessante, che costringe le aziende ferroviarie a un superlavoro di manutenzione, ordinaria e straordinaria, con un enorme aggravio dei costi, ai danni di altre voci del servizio ovviamente.

Impressionante, l'assedio vandalico, soprattutto nei fine settimana e in orario serale e notturno, quando il personale di bordo è costretto a un superlavoro anche di controllo e deterrenza contro i comportamenti incivili e potenzialmente dannosi (senza contare l' evasione tariffaria).

Il bilancio di sostenibilità è stato infatti anche l'occasione per fare il punto sul vandalismo in senso stretto. Sono stati infatti 102.123 i metri quadrato di graffiti cancellati nel corso dei primi 5 mesi del 2019 (dato aggiornato a pochi giorni fa). Nell'intero 2017 erano stati 163.571, nell'anno scorso 216.590. Altra nota dolente i sedili divelti o distrutti: già 1.529 nei primi cinque mesi del 2019, erano stati rispettivamente 2.976 nel 2017 e 2.771 nel 2018. Ci sono passeggeri che rubano (o strappano) le tendine parasole e anche questo dato è in aumento: due anni fa sono state 1.149 le tende rotte o rubate, l'anno scorso 1.069, quest'anno nei primi cinque mesi 577. Nel mirino dei ladri finiscono anche i martelletti frangivetro: nel 2017 sono stati rubati 5.257 martelletti, nell'intero anno scorso 4.904, mentre quest'anno per ora siamo a quota 1.659. Il trend parrebbe in leggero miglioramento, come quello dei vetri frantumati, capitolo in cui si è passati dai 546 del 2017 ai 549 del 2018 al parziale di 208 nello scorcio di 2019.

Graffiti e vandali a parte, la «fotografia» sul servizio conferma un certo miglioramento delle performance, per esempio di puntualità. L'«orario invernale» introdotto il 9 dicembre 2018 ha invertito la tendenza - che si era registrata - di un progressivo deterioramento delle prestazioni verificate durante l'anno, a causa di limiti strutturali del sistema ferroviario lombardo. Le rimodulazioni del servizio introdotte dal nuovo orario, che l'azienda ribadisce essere «circoscritte» (si tratta della tanto discussa sostituzione con bus di 139 corse con meno di 50 passeggeri) hanno ottenuto l'obiettivo di ridare affidabilità al sistema, riducendo le soppressioni giornaliere da 120 a 40, di cui solo lo 0,4% per problemi inerenti il materiale rotabile e la soglia di puntualità è stata portata oltre l'80%. Intanto nel corso dell'anno l'azienda ha compiuto 321 assunzioni.