Tutti giù dal carro di «Uber» ma nel Pd si va contromano

Reazioni positive per il verdetto del tribunale sul servizio «nemico» dei tassisti I Democratici si dividono: assessori favorevoli ma il partito commenta glaciale

Da oggi non si dirà più che un partito non deve essere preso come un taxi, ma che non deve essere preso come un UberPop. Reazioni al 90 per cento positive da parte della classe, che si chiama appunto dirigente, di fronte alla sentenza del tribunale di Milano che ha dichiarato illegale il servizio Uberpop e i suoi dirigenti, ovvero i guidatori che non hanno alcuna «patente» per improvvisarsi portatori di altre persone. Il Comune di Milano fa notare che da quando questo servizio sbarcò a Milano, circa un anno fa, le vetture sequestrate sono già 80, perché in seguito alle proteste dei tassisti, UberPop fu dichiarata «fuorilegge» già dall'ex ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, che rispolverò la legge del 2008 sul noleggio con conducente.

Per la coordinatrice lombarda di Forza Italia, Mariastella Gelmini, la decisione del Tribunale di bloccare l'app UberPop è «un riconoscimento ai tassisti milanesi e al loro lavoro», mentre il responsabile trasporti di Fi, Bartolomeo Giachino, si è subito mosso affinché sulla giusta sentenza si «muova anche il Governo» annunciando una riunione del partito con i capogruppo delle commissioni Trasporti della Camera e del Senato. Appello anche da parte del vicepresidente di Confcommercio Paolo Uggè, che incita il ministero dei Trasporti «a passare ai fatti e affrontare una riforma». Anche il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia si è augurato che essa porti a una vera innovazione legislativa, auspicando che «Uber continui nella sua opera, ma nell'ambito della legalità, e che i tassisti riescano a fare un passo avanti grazie a questa vittoria». Per l'assessore alla Mobilità Francesco Maran «ora Uber viene investita di una responsabilità» e per l'assessore alla Sicurezza Marco Granelli l'ordinanza «renderà più snelle le tre procedure che sono ferme dai giudici di pace». Le dichiarazioni degli amministratori locali del Pd collidono con quelle di Sergio Boccadutri, deputato e coordinatore dell'area innovazione del Pd, per il quale: «Dove sarebbe la concorrenza tra Uber e i tassisti? Servono regole? Si faccia come a Londra, dove per svolgere l'attività di driver serve un certificato rilasciato da un ente controllore».

Matteo Salvini, segretario della lega Nord, esulta. «E' una bellissima notizia. Siamo sempre stati vicini a uno dei lavori più difficili, più duri e più pericolosi del mondo, che è quello dei tassisti». Concordano Alessandro Benvenuto, consigliere lombardo della Lega Nord, e Fabrizio Ricca, capogruppo del Carroccio in sala Rossa. «Ora dobbiamo lavorare per evitare che in futuro qualche altra multinazionale, che sfrutta mezzi e persone, trovi il modo di aggirare l'ostacolo della legalità». Sul principio della legalità si è soffermato anche Alessandro Atzeni di Uil trasporti. «Le regole che disciplinano il settore sono ferme al 1992. Chiediamo che si discuta la proposta di legge sul car pooling, in stallo alla Camera», così i deputati M5S della commissione Trasporti.

I tassisti che hanno manifestato contro Uber facendo saltare una tavola rotonda con l'assessore

I giorni a disposizione di Uber, prima delle penali per adeguarsi all'inibitoria disposta dal giudice