Uccisa e gettata in cava Confessa il fidanzato arrestato col complice

Il giallo della donna avvolta nel cellophane: l'uomo ha tenuto il corpo in casa per 4 giorni

È il compagno il presunto omicida di Gabriella Virginia Fabbiano, la donna trovata morta e avvolta in un telo il 5 dicembre scorso in un lago artificiale davanti a una cava di Cernusco sul Naviglio.

L'uomo è stato fermato ieri sera dai carabinieri del Nucleo investigativo di Monza e della Compagnia di Cassano d'Adda, coordinati dal procuratore aggiunto Alberto Nobili e dal sostituto Francesco Cajani. Nei confronti dell'uomo è stato eseguito un fermo di indiziato di delitto, disposto dai pubblici ministeri a conclusione delle prime indagini degli inquirenti, le cui risultanze sono state rafforzate dagli esiti degli accertamenti scientifici. Il personale del RIS di Parma, procedendo ad un'attenta analisi dell'autovettura in uso all'indagato, ha rinvenuto all'interno alcune tracce ematiche. Il successivo sopralluogo presso l'abitazione dell'uomo ha consentito di evidenziare ulteriori tracce di sangue nella camera da letto, macchie di sangue che portano alla vittima. Proprio questo - riferiscono i carabinieri - ha portato l'uomo a fare le prime ammissioni sulle sue responsabilità. Le ammissioni sarebbero state successivamente formalizzate nel corso dell'interrogatorio reso alla presenza del pm titolare delle indagini, Francesco Cajani, e del suo legale.

L'uomo ha quindi confessato di aver commesso l'omicidio di Gabriella, specificando che il delitto era avvenuto il 30 novembre all'interno della propria abitazione. Un colpo di arma da fuoco sarebbe stato esploso al culmine di un litigio dettato a quanto pare dalla gelosia. Soltanto alcuni giorni dopo l'omicidio, Marcone avrebbe provveduto ad occultare il corpo, liberandosi della pistola, che in effetti è ancora al centro delle ricerche degli investigatori. Per Marcone le accuse sono quindi di omicidio, concorso in porto illegale d'arma da fuoco e concorso in soppressione di cadavere. Analogo provvedimento restrittivo è stato emesso nei confronti di Fabrizio Antonazzo, un 60enne di Cernusco sul Naviglio e amico dell'omicida, a carico del quale gli investigatori hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza nell'occultare il cadavere della donna uccisa, concorso in porto illegale di armi e favoreggiamento personale, avendo appunto fornito contributo materiale al successivo occultamento del cadavere. I provvedimenti restrittivi eseguiti ieri hanno concretizzato le risultanze investigative fin qui raccolte dalla stazione dei carabinieri di Cernusco sul Naviglio, proseguite nel lavoro d'indagine dal Nucleo operativo della Compagnia di Cassano d'Adda e dal Nucleo investigativo del Gruppo di Monza. La vittima svolgeva lavoretti saltuari nei supermercati. Sulla sua tragica fine non c'erano testimonianze. Il caso aveva suscitato grande impressione, anche per le modalità di occultamento del cadavere, particolarmente crudeli. Il corpo era stato chiuso in un telone di plastica dopo avergli legato le mani, vincolandole con dei fili di ferro a dei massi di pietra.

RC