Unipol restaura la Torre Galfa (ed evita il sequestro)

Sarà stata la paura di vedersi requisire la Torre Galfa e vederla trasformata in un centro sociale alto trentuno piani, come consentirebbe il regolamento edilizio in corso di approvazione per punire i proprietari immobiliari che lasciano «abbandonati» i loro stabili. Sta di fatto che Unipol corre ai ripari e si siede al tavolo di trattativa con il Comune e annuncia la ristrutturazione e la riconversione del mini-grattacielo di via Pirelli, occupata nel maggio 2012 dal collettivo Macao e subito sgomberata su richiesta della proprietà: che allora era il gruppo Ligresti.
Da allora la situazione è radicalmente cambiata: l'impero di Ligresti è andato a catafascio, le sue due holding - Imco e Sinergia - sono fallite, lo stesso Ligresti è finito agli arresti domiciliari e le sue figlie in galera. Nello sfascio dell'impero, la Torre Galfa è riuscita a restare fuori dalle mire dei curatori fallimentari, essendo in carico non direttamente alle due holding ma alla Fondiaria Sai, ceduta poco prima del crac al gruppo Unipol. Così è il gruppo assicurativo bolognese legato alle Coop rosse che si è trovato a gestire la «rogna» della Torre Galfa, con il rischio di ritrovarsi espropriato di fatto della medesima: l'articolo 12 del regolamento edilizio in corso di approvazione prevede che i beni «che non siano manutenuti e utilizzati» per più di cinque anni (e proprio questo è il caso della Torre) possano venire restaurati dal Comune a spese dei proprietari e destinati a utilizzo pubblico.
Per scongiurare questa eventualità, Unipol si è data da fare. Ad annunciarlo non è stata la compagnia assicuratrice ma direttamente l'assessore all'Urbanistica Lucia De Cesaris con un comunicato entusiasta come se si parlasse comunque di un bene pubblico: «Avremo presto un progetto di sistemazione e recupero della torre, che potrà ritornare ad essere un elemento di qualità per la città. Ringrazio il Gruppo Unipol per la disponibilità e l'impegno». In realtà cosa Unipol voglia fare della torre ancora non si sa, visto che il progetto «verrà finalizzato e presentato nell'arco dei prossimi mesi». Ma la De Cesaris è contenta lo stesso.