Va a fuoco l'officina di un autodemolitore Il secondo incendio in appena tre giorni

In fumo 50 carcasse di vetture. Arpa: «Qualità dell'aria non compromessa»

Paola Fucilieri

Ci sono volute circa tre ore e mezza e l'intervento di otto mezzi dei vigili del fuoco per domare l'incendio scoppiato poco dopo le 15.30 di ieri a Redecesio di Segrate, in via Trento 15, nell'officina di un autodemolitore. Secondo il bilancio finale dei pompieri nel rogo sono andate in fumo una cinquantina di carcasse di vetture. Sul posto anche l'Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) che ha reso noti immediatamente i controlli su eventuali gas nocivi per l'ambiente sprigionatisi durante la combustione, verifica che ha dato esito negativo. Il fuoco, oltre che all'interno della struttura di demolizione, si è esteso anche in una cascina attigua rendendo ancor più consistente la densa coltre di fumo nero alzatasi in cielo e visibile in un raggio di chilometri piuttosto vasto. Per precauzione sul posto sono arrivate anche due ambulanze, ma fortunatamente non ci sono stati ne intossicati ne feriti.

Secondo i primi rilievi dei vigili del fuoco quello di Redecesio non dovrebbe essere un rogo doloso. «Tuttalpiù all'origine potrebbe esserci un gesto accidentale colposo, cioè una svista».

Niente a che vedere quindi con quanto accaduto martedì in via Sabin a Settimo Milanese, nell'area industriale di oltre 1400 metri quadrati dello stabilimento di stoccaggio di rifiuti speciali e industriali «EffeC2 srl», ovvero l'ennesimo incendio sviluppatosi in deposito o in un impianto di trattamento dei rifiuti in Lombardia. I circa 50 vigili del fuoco intervenuti non sono riusciti a evitare la totale distruzione della struttura, trasformatosi in poche ore in un vero e proprio tizzone. All'inizio c'erano state forti preoccupazioni per l'alta colonna di fumo sollevatasi in cielo, visibile dalla tangenziale Ovest e da tutte le strade nella zona ovest di Milano. Tuttavia la parte più delicata dei materiali pericolosi e speciali che l'azienda tratta - e che era stipata in una ben definita zona del deposito - non è stata intaccata dalle fiamme, mentre le successive verifiche di Arpa hanno accertato l'assenza di sostanze inquinanti nell'area.

Le analisi sull'origine delle fiamme nello stabilimento di Settimo - che hanno bruciato perlopiù carta, gomma, plastica e legna - sono ancora in corso e il risultato sarà disponibile solo la prossima settimana.

Il 27 febbraio la squadra mobile di Milano ha eseguito quindici ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone considerate responsabili a vario titolo di traffico illecito di rifiuti, attività di gestione non autorizzata e intestazione fittizia di beni.

Le indagini, coordinate dalla Dda, erano partite dall'incendio che distrusse il capannone alla Bovisasca nell'ottobre dell'anno scorso, mandando in fumo oltre 16mila metri quadrati di rifiuti plastici.