Vaccini in Lombardia: raddoppiati i fondi ma ancora senza obbligo

Da gennaio gratis l'anti varicella e meningo B Entro dicembre la campagna di informazione

Maria Sorbi

In Lombardia sta per decollare la nuova campagna pro vaccinazione. Obbiettivo: spazzare via i falsi miti che dilagano sui social network e alimentati dalle mamme «biosalutiste» malinformate. I vaccini non saranno obbligatori ma si farà un'informazione a tappeto sui pro e sui contro. «Noi siamo per la libera scelta - specifica l'assessore alla sanità Giulio Gallera - e quindi puntiamo a responsabilizzare le famiglie. Ma se questa linea non dovesse portare ai risultati attesi, allora ricorreremo a misure più incisive».

Il Pirellone da gennaio raddoppierà i fondi messi a disposizione per le vaccinazioni: ai 55 milioni investiti ogni anno fino ad ora, se ne aggiungeranno altri 51,3. Verrà ampliata la gamma dei vaccini da proporre gratuitamente e aumenterà il numero delle dosi da somministrare ai bambini (da otto a 15) e agli over 65.

Tra le nuove categorie contro cui ci sarà una copertura ci sono l'anti meningococco B (che già viene dato alle categorie a rischio), l'anti polio per gli adolescenti, l'anti rotavirus, l'anti papilloma virus nei maschi e l'anti varicella. Uno sforzo che impegnerà Regione Lombardia anche dal punto di vista organizzativo, per rendere più efficiente la rete ambulatoriale. Le novità partiranno a prescindere dall'aggiornamento dei nuovi Lea (livelli essenziali di cura) da parte del governo ma è ovvio che si spera di ottenere un contributo economico dal ministero della Salute. Oggi in Lombardia si fanno 3 milioni di vaccini all'anno e 2,8 milioni questi riguardano bambini e adolescenti. Secondo i dati forniti dall'Unità operativa di prevenzione di Regione Lombardia, la copertura lombarda per morbillo e rosolia è migliore del dato nazionale (attorno al 93%): era del 95% per esavalente nel 2015 ma il dato è in calo. In ripresa, dopo un picco negativo, quelle per meningite e pneumococco e ancora sotto gli obiettivi nazionali del 95% quelle per il papilloma virus nelle ragazze. Record in Lombardia per l'antinfluenzale che arriva al 48% di copertura (anche se dovrebbe arrivare al 75% per essere ottimale). «Ora è giunto il momento - spiega il presidente della commissione lombarda alla Sanità Fabio Rolfi - che medici di base e pediatri svolgano un ruolo pro-attivo nel fornire le corrette informazioni alle famiglie, prevedendo per loro anche degli incentivi».

Tuttavia il fronte dei medici non è del tutto compatto. Alessandro Zanetti (università degli Studi) ha ricordato che, secondo l'organizzazione mondiale della sanità, ogni anno muoiono circa 1,5 milioni di bambini per la mancata copertura vaccinale. Più critico sull'utilità dei vaccini l'approccio di Mario Miedico, epidemiologo e membro del comitato scientifico del Comilva, un network di associazioni locali che sostengono la libertà di scelta in materia di vaccinazioni. Il medico ha messo in correlazione la necessità delle vaccinazioni al mutato contesto socio-sanitario: oggi la qualità media delle condizioni igienico-sanitarie sono ben diverse da quelle degli anni Settanta, che imponevano vaccinazioni di massa per debellare malattie quasi del tutto scomparse. Posizione confermata anche da Gabriella Lesmo, pediatra impegnata da sempre contro l'autismo e responsabile di un centro a Lugano, che sostiene: «La vaccinazione va valutata di caso in caso, in alcuni bambini può innsecare reazioni molto dannose. Prima del vaccino andrebbero fatte delle analisi del sangue specifiche».

«I vaccini non causano l'autismo» è stato lapidario Gian Vincenzo Zuccotti, ospedale Buzzi, impegnato in una lotta per sfatare i falsi miti e spiegare l'importanza dei vaccini.