«La vecchia cartina? È meglio di quella virtuale»

Miracchi: «Tecnologia e carta si integrano. Presto anche percorsi per moda, cibo, famiglie»

«Abbiamo messo insieme carta e digitale perché sono due mondi che si incontrano e sono un passo avanti...» spiega Federico Miracchi, uno dei fondatori di Spam, la startup che ha realizzato le prime mappe a realtà aumentata e che grazie a questo progetto ha vinto il premio Digital Award della Regione Lombardia. Non è un nostalgico. Anzi: «Sono un passo avanti perchè all'emozione della carta, al suo profumo e al fatto che è provato che con una cartina in mano ci si orienta meglio, aggiunge tutta la tecnologia digitale che permette di attingere informazioni e servizi. Perché basta uno smartphone per scoprire la storia di un monumento, per sapere che quadri ci sono in una pinacoteca, per prenotare un biglietto di un teatro o un taxi». Non è una sfida tra carta e tecnologia, non ci si schiera come capita spesso da una parte o da un'altra: «Noi abbiamo pensato di unire le due cose perché sono assolutamente complementari, una cosa aggiunge valore all'altra». Le mappe a realtà aumentata sono partite da Milano ma l'idea, già da dicembre, è di estenderle anche a Torino e a Roma. Non solo. Attualmente il profilo del turista a cui si è pensato è quello classico, con un'età compresa tre 20 e 50 anni, che desideri visitare il luoghi canonici di Milano, dal Duomo alla Scala, dalla Pinacoteca di Brera al Cenacolo. «Sì più o meno è così - spiega Miracchi - anche se abbiamo aggiunto informazioni anche su luoghi che ormai sono diventati vere attrattive milanesi come Piazza Gae Aulenti e la Darsena. Ma il progetto è di sviluppare mappe a realtà aumentata più mirate. Che spieghino percorsi cittadini legati alla moda, alla movida, al cibo. Se una famiglia viene a visitare Milano certo ha bisogno di sapere dove si balla la sera...». Ma se la cartina resta l'emozione e la certezza di avere un punto di riferimento concreto che molti poi conservano e dopo la visita si portano a casa, la tecnologia va avanti: «Sì e il prossimo passo sarà quello di inserire proprio per la Darsena e per piazza Gae Aulenti filmati a 360 gradi che offrano al turista un'esperienza virtuale ancor prima di aver visitato i luoghi». Un passo avanti che avvicina alla realtà virtuale? «La realtà virtuale non è un passo avanti rispetto alla realtà aumentata - spiega Miracchi - Non per quanto riguarda la visita ad una città perché è troppo avanti. Può andare bene per un videogioco o per altre esperienze ma non per un turista. Se voglio vivere una città non mi metto a girarla con gli occhialoni ...».

ARuz