Venti varchi elettronici Le auto braccate a vista

Via le domeniche a piedi perché costano e non servono a nulla, ma adesso Palazzo Marino vuole allargare il controllo del traffico con le telecamere (e relative multe) fino ai confini della città. L'idea è di piazzare una cintura di venti varchi elettronici all'altezza delle tangenziali «per controllare in tempo reale il carico di traffico all'ingresso, stimarne la velocità media di percorrenza e valutare le differenti classi di veicoli sulla rete cittadina». Lo scopo dichiarato è far diventare Milano la città pilota per tutta la Regione grazie ai progetti «Converse» e «Sistema integrato infomobilità» approvati dalla giunta e destinati a interagire tra loro, si legge in un comunicato del Comune, «con lo scopo di ridurre l'inquinamento da mezzi pesanti in ambiente urbano, definire strumenti e politiche di tracciamento dei veicoli merci e da cantiere, approfondire gli studi sulle effettive emissioni nel ciclo di guida urbano e gestire, trattare ed elaborare dati per ricavare in tempo reale i tempi di percorrenza e lo stato della rete stradale». L'obiettivo è creare una «Low emission zone», un'area a bassa emissione di sostanze inquinanti, ma subito c'è l'ammissione che i venti varchi potrebbero anche (o magari soprattutto) servire a far rispettare «le normative regionali in vigore in inverno, ma che ad oggi non prevedono l'uso di telecamere ai fini sanzionatori». In parole povere a dare altre multe a chi dovesse essere sorpreso a entrare in città con classi di veicoli vietate.
Attraverso questi varchi, si legge ancora, «sarà anche possibile incrociare i dati delle telecamere di Area C e ricavare così la velocità media di attraversamento della città» e realizzare un Portale della mobilità che sarà il punto di accesso unificato per conoscere tutto quel che riguarda la mobilità pubblica, privata e lo stato della sosta all'interno del sistema delle tangenziali. E poi un sistema con vetrofanie per riconoscere la classe emissiva che vuole colpire soprattutto i veicoli pesanti e da cantiere. Mezzi che saranno dotati di apparati di bordo (On board unit - Obu) per ricostruire in tempo quasi reale le velocità medie dei flussi di veicoli su ogni settore della rete stradale. I due progetti sono coperti da cofinanziamenti: parte dell'importo arriva dal ministero dell'Ambiente, un milione e 82mila euro vincolati all'adozione di sistemi innovativi di controllo delle emissioni derivanti dal settore dei trasporti che, come stabilito nella relazione finale della Commissione nazionale per l'emergenza inquinamento atmosferico, costituisce la principale fonte di inquinamento in ambito urbano. I finanziamenti restanti sono del Comune (1,7 milioni di euro) e della Regione. «Il rapporto ue - commenta l'assessore a Mobilità e Ambiente Pierfrancesco Maran - è per Milano un riconoscimento importante perché conferma che è il traffico la bestia nera dei grandi centri urbani (e non solo) e che la scelta di istituire “Area C” è perfettamente in linea con le politiche delle città più avanzate in Europa».